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In occasione della festa mondiale dei genitori abbiamo intervistato Girolamo Grammatico “Padre femminista” e autore della petizione sul congedo di paternità obbligatorio che dallo scorso marzo si è unita a genitori #allapari, la raccolta firme promossa da Movimenta e sostenuta da Coop.
Ci sono uomini che sposano il lavoro e decidono che i figli siano “compito” della mamma. Girolamo Grammatico il lavoro della vita l'aveva trovato, un impegno di quelli senza orari, che pretendono passione e dedizione completa. Ma dopo l'arrivo dei suoi due figli, contro ogni aspettativa ha deciso di voltare pagina per essere anche papà, uno di quelli che condividono gioie e fatiche a metà, da genitore alla pari. È il motivo per cui raccontiamo la sua storia nei giorni in cui ricade la giornata mondiale dei genitori, il 1° giugno. Grammatico, “padre femminista” si definisce lui, ha le idee molto chiare su questo tema: «La famiglia è un progetto condiviso, i figli sono di entrambi i genitori e bisogna prendersene cura in due. È un dovere e un diritto dei padri essere presenti. Se non lo facciamo, e se releghiamo il ruolo della donna a quello di madre, è come metterla in gabbia», dice.
Il nome di Grammatico ha iniziato a circolare sul web nel 2021, quando ha lanciato online la petizione per chiedere 3 mesi di congedo di paternità obbligatorio. «È successo ascoltando il podcast “Cara sei maschilista”. In una puntata si chiedevano come mai nessun uomo fosse mai insorto per il fatto di non avere il diritto di stare con i propri figli, almeno nei primi mesi dopo la nascita. Subito mi sono detto: strano. E la sera ho fatto una ricerca sul web. Solo allora ho realizzato che non esisteva nemmeno una raccolta firme, un appello, nulla di nulla. Sono andato di getto su Change.org e ho lanciato la mia petizione: “Congedo di Paternità a 3 mesi operativo da subito!”. In meno di un mese ho raccolto quasi 30 mila firme, un numero enorme per uno come me, che era a tutti gli effetti un perfetto sconosciuto. E questo la dice lunga su quanto questo tema sia sentito nelle famiglie».
E questo la dice lunga su quanto questo tema sia sentito nelle famiglie». Il resto è storia, come si dice. La petizione è andata avanti, e in occasione della Festa del Papà, quest'anno si è unita a genitori#allapari, l'altra petizione lanciata dal gruppo Movimenta nel 2022 e sostenuta da Coop, nell'ambito della campagna per la parità di genere Close The Gap, sempre su Change.org (in alcune di queste immagini vedete Girolamo Grammatico con la giornalista Natascha Lusenti e con Valeria Ronzitti del direttivo Movimenta, il 1° marzo a Milano all’evento di presentazione della campagna di Coop). Oggi sono circa 85 mila le firme raccolte.
Il desiderio di cambiare, racconta Girolamo, è arrivato per lui molto tempo prima, già con la nascita della sua prima figlia, Gaia, che oggi ha 12 anni: «Quando è nata lavoravo con un contratto a progetto e tra ferie, permessi, turni e recuperi sono riuscito a raccattare due settimane per stare con lei e con Cristina, mia moglie. Due settimane rubate. Poi 8 anni fa è stata la volta di Gioele. Ero diventato responsabile in una comunità per senzatetto a Zagarolo, vicino a Roma, avevo un contratto vero e un lavoro che mi appassionava, per di più nel sociale, facevo qualcosa per gli altri e ne ero orgoglioso. Ma quell'attività mi assorbiva 12 ore al giorno, risucchiava tutto il mio tempo e le mie energie. Più andavo avanti più mi rendevo conto che se questo mi impediva di ritagliarmi il tempo per fare il genitore, c’era qualcosa che non andava. Mi tornava continuamente alla mente il ricordo di una sera, anni prima, quando tornato a casa avevo visto Gaia per la prima volta camminare. Il giorno precedente gattonava, ora era si teneva dritta sulla schiena, all’improvviso. E io avevo perso per sempre quel passaggio così importante».
E poi c'era Cristina, che si accollava tutta la fatica e il carico di accudire due bambini piccoli. In quegli anni, mentre Girolamo era assorbito dal lavoro in comunità, sua moglie ha fatto la “super mamma”. «Per tenere tutto insieme ha fatto i salti mortali. Pur lavorando a tempo pieno doveva organizzare pasti, nanne, lavatrici, gestire asilo, influenze, raffreddori e tutto il resto, perché io andavo fuori la mattina presto e rientravo tardi alla sera. Aveva un ottimo lavoro e possibilità di carriera, non era giusto che lei rinunciasse a tutto, consentendo solo a me di andare avanti», racconta Girolamo. «Così un giorno ci siamo seduti a tavolino, e abbiamo deciso di voltare pagina. Subito dopo ho lasciato il mio posto da responsabile in comunità e mi sono messo in proprio, avviando la professione di coach. Pur con tutte le difficoltà legate all’essere un libero professionista, lavorare in proprio mi ha permesso di cambiare approccio, e condividere con la mia compagna gioie e responsabilità».
Adesso Girolamo va a prendere i suoi figli a scuola quattro volte a settimana. Attorno a lui vede altri papà, eppure, sottolinea, la petizione sul congedo obbligatorio la firmano soprattutto donne. «Molti, troppi padri vedono il congedo di paternità come un privilegio, un qualcosa in più. Per le mamme invece è uno strumento di libertà, permetterebbe loro di uscire da una gabbia», spiega. Con la petizione si augura di arrivare a 100 mila firme, per portarla all’attenzione della politica, e smuovere le acque. «Oggi finalmente si discute di genitorialità e di paternità, ma la vera sfida è riuscire a scardinare quel modello patriarcale a cui siamo ancora troppo legati, che identifica il papà con il lavoro e con l'assenza. Anche fuori dalla scuola, le conversazioni sui figli o sui compiti durano il tempo di un caffè, i padri preferiscono parlare di affari. Ecco, questo paradigma che ci impone di pensare che solo queste siano “cose da uomini”, va rovesciato. Il miglior modo per festeggiare la Festa dei genitori è combattere la cultura dell'assenza legata al padre».
“Close the Gap" è la campagna di Coop, fatta di azioni e impegni concreti, per promuovere la parità di genere femminile, combattere le disparità e ridurre le differenze con l'obiettivo di portare avanti un dialogo su temi importanti, coinvolgendo i consumatori, i soci, i dipendenti e i fornitori di prodotto a marchio. Con questo scopo, nel 2022, Coop ha iniziato a sostenere la petizione di Movimenta #GenitoriAllaPari per l’estensione del congedo di paternità obbligatorio fino a tre mesi e, nel 2023, questa si è unita con l’altra petizione ospitata da change.org con lo stesso scopo: “Congedo di Paternità a 3 mesi operativo da subito!” promossa da Girolamo Grammatico. Ad oggi le due petizioni sommate assieme superano le 84 mila sottoscrizioni.
Close The Gap
Per promuovere la parità di genere femminile, combattere le disparità e ridurre le differenze.
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