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I primi risultati di “Foresta Blu”
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28 Maggio 2025

COOP - Arriva il momento delle ultime azioni e dei primi risultati per “Foresta Blu”, la campagna di Coop per il monitoraggio, il ripristino e la protezione di tratti di praterie di Posidonia oceanica nei mari italiani. Di fronte all’isola d’Elba riforestati gli ultimi 100 metri quadrati con altre 2000 piante di Posidonia, mentre le prime foreste blu di Bergeggi dimostrano attecchimenti pari ad un incredibile 76%. In totale, tra il 2024 e il 2025, 300 i metri quadri di Posidonia complessivamente riforestati, un campo boe in via di allestimento e 5 praterie monitorate, tre delle quali in Adriatico nelle acque pugliesi di fronte a Monopoli, Torre Guaceto e Savelletri.


 

300 metri quadri di Posidonia riforestati tra Bergeggi e l’isola d’Elba, un campo boe in via di allestimento e 5 praterie monitorate, tre delle quali in Adriatico nelle acque pugliesi di fronte a Monopoli, Torre Guaceto e Savelletri. Partita dall’Isola di Bergeggi, Area Marina Protetta in provincia di Savona a maggio 2024, “Foresta Blu” è la campagna di Coop per la tutela dei mari. Dopo le tappe liguri e pugliesi, ora il percorso si conclude sulle coste dell’Isola d’Elba per gli ultimi 100 metri quadrati di riforestazione e l’installazione di un campo boe per proteggere le nuove piante, oltre che per la rendicontazione dei primi risultati dei monitoraggi eseguiti sui posidonieti in Liguria e in Adriatico.

Un attento studio per la selezione dell’area più idonea ha reso possibile in questi giorni l’ulteriore riforestazione di Posidonia oceanica di fronte all’Isola dei Topi, a poca distanza da Cavo. L’isolotto, infatti, ospita già dal 2019 un importante sito di riforestazione che, grazie al progetto Foresta Blu, è stato ora ampliato con la piantumazione di ulteriori 2000 piante posizionate su una superficie di circa 100 mq di fondo marino. Un passaggio conclusivo per Foresta Blu all’Isola d’Elba realizzato anche grazie alla collaborazione con le istituzioni locali presenti con Mirco Mancusi e Costanza Cignoni, rispettivamente Assessore al Demanio Marittimo e Assessore all’Ambiente del Comune di Rio. Assieme a Unicoop Tirreno, la cooperativa di consumatori presente sul territorio, con la Presidente Simonetta Radi.

A supportare inoltre l’attività di Coop, oltre al partner scientifico LifeGate, che promuove la Water Defenders Alliance, l’alleanza tra imprese creata per generare un impatto concreto nella difesa delle acque, di cui Coop fa parte, che a questa tappa partecipa con il suo Direttore Scientifico Simone Molteni, Stefano Acunto, Direttore della ISSD (International School for Scientific Diving - ETS), l’artefice delle operazioni di piantumazione assieme all’Università di Genova rappresentata da Monica Montefalcone, Professoressa Associata di Ecologia.

A tutela delle azioni di riforestazione, sopra il nuovo impianto sta per essere realizzato anche un campo boe per l’ormeggio di imbarcazioni diving e diportistiche, che permetta loro di fruire dell’area senza però minacciare con le loro ancore la vita della Posidonia sul fondale.

“Oggi viviamo tempi complessi in cui a volte quando si parla di sostenibilità, si ha la sensazione che tutto sia stato già fatto e già detto. È in questi momenti che la natura di un’impresa fa la differenza. Nel DNA della cooperazione di consumatori c’è da sempre l’attenzione per l’ambiente legata all’impegno verso le nuove generazioni per garantire loro un futuro migliore. Per questo anche oggi parliamo di tutela dei mari e dei loro ecosistemi, in tempi in cui l’attenzione sembra guardare altrove – osserva Maura Latini Presidente di Coop Italia – Il progetto Foresta Blu che giunge a compimento oggi, dimostra che le nostre scelte sono state premianti e che sono lungimiranti. L’innovazione scientifica legata all’attenzione per l’ambiente ci permette oggi di investire su una promessa di un ambiente più sano domani. Sappiamo che nessuna nostra azione può considerarsi conclusiva e risolutiva, ma come Coop scegliamo quotidianamente di dare il nostro contributo al futuro. Speriamo che anche gli altri lo facciano e in un’ottica di un reale aiuto concreto, piuttosto che in quella di un semplice slogan pubblicitario”.


 

Una nuova tecnica per la riforestazione e i primi risultati raggiunti - La tecnica sviluppata da ISSD, l’International School for Scientific Diving - ETS, applicata già a Bergeggi un anno fa e ora a Cavo, permette la riforestazione di Posidonia con un alto grado di attecchimento atteso. È una tecnica sostenibile che parte proprio dalla raccolta degli esemplari di Posidonia che giacciono sul fondale perché strappati dalle praterie naturali a opera delle mareggiate o delle attività antropiche, piante destinate comunque alla morte a cui si cerca di dare una nuova occasione di sopravvivenza. Dopo essere state recuperate e preparate da personale altamente qualificato, da queste piantine vengono realizzate delle talee. Sul fondale, intanto, si procede con l’installazione di particolari biostuoie costituite da reti di fibra di cocco, sopra le quali vengono innestate le talee di Posidonia, che verranno monitorate nei 24 mesi successivi per verificarne l’attecchimento. Le biostuoie, proprio per la loro natura, progressivamente tendono a biodegradarsi lasciando il fondale occupato soltanto dalle nuove praterie di Posidonia. Partner dell’attività di riforestazione di Posidonia oceanica realizzata da Coop nel mar Tirreno, a fianco di ISSD - ETS, è l’Università di Genova, impegnata anche a Cavo nei monitoraggi successivi e già attiva nel monitoraggio a Bergeggi. Qui, a circa un anno dalla sua realizzazione, l’intervento (20 biostuoie di 5x2 metri ognuna) registra un successo atteso ma non scontato, con una percentuale di sopravvivenza delle talee trapiantate del 76%. Traguardi ragguardevoli, raggiunti grazie a due elementi fondamentali: la nuova tecnica di trapianto e la tutela dell’impianto realizzato attraverso la scelta di zone tutelate come le Aree Marine Protette o tramite l’installazione, sopra alle praterie, di campi boe per scongiurare gli ancoraggi selvaggi. Purtroppo, di fatto, anche queste precauzioni possono non sempre essere sufficienti. Infatti, benché l’impianto realizzato a Bergeggi sia incluso in un’area protetta, l’ultimo monitoraggio ha riscontrato la presenza di una rete da posta, posizionata in parte su due delle venti biostuoie. L’Università di Genova ha documentato la situazione con alcune immagini e avvisato subito il Direttore dell’AMP Isola di Bergeggi, che ha a sua volta contattato la Capitaneria di Porto per attivare le procedure di rimozione che sono attualmente in atto. Il prossimo monitoraggio è previsto a luglio e sarà necessario verificare se e quanto la rete da posta abbia provocato eventuali conseguenze.

 

L’importanza dei campi boe – La coesistenza tra le attività antropiche e la vita di questa pianta marina fondamentale per i nostri mari sono, del resto, una delle grandi criticità per la sopravvivenza di questi ecosistemi marini. La pesca illegale, gli ancoraggi selvaggi e altre azioni che impattano sui fondali, riescono a distruggere in pochi minuti foreste di Posidonia che impiegano anche secoli per insediarsi e riprodursi. I campi boe sono allora una possibile soluzione consentendo l’ormeggio di una barca senza causare danni ai fondali, che diversamente vengono “arati” quando si cala l’ancora “dando di catena”, creando solchi lunghissimi, cicatrici profonde in cui la Posidonia fa fatica a rinascere, lasciando piuttosto il posto ad alghe e organismi opportunisti più veloci nell’insediarsi e riprodursi. La realizzazione del campo boe dovrebbe sempre avvenire fissando un sistema di ancoraggio a impatto nullo sul fondo (nel nostro caso è stato adottato il sistema chiamato Manta Ray Anchors), laddove prima si utilizzavano corpi morti in calcestruzzo. Al sistema di ancoraggio si collega una catena tenuta verticale da una boa che rimane sospesa a mezz’acqua (il jumper); dal jumper un’altra catena raggiunge la boa di ormeggio vera e propria in superficie: in tal modo la catena non sollecita mai il fondale. I campi boe, se correttamente realizzati, sono dunque lo strumento al momento migliore per fare coesistere i posidonieti con le attività antropiche. In particolare, il campo boe installato all’Isola dei Topi da Coop avrà principalmente lo scopo di coadiuvare l’attività dei Centri Immersioni locali, un tipo di turismo sostenibile quindi, appassionato del mare e molto attento ai suoi equilibri. Un’occasione per Cavo di ospitare gli appassionati della biologia marina, di Posidonia oceanica e della ricca biodiversità che genera. Un turismo responsabile per unire al meglio l’esperienza del viaggio con il rispetto del territorio.

 

Anywave, un esempio di navigazione sostenibile – Partner ormai da anni la barca da regata Anywave ha accompagnato Coop anche nel progetto Foresta Blu, fornendo nella tappa elbana l’esempio di corretto attracco e utilizzo del campo boe. Da sempre attenta alla navigazione sostenibile, l’equipaggio è stato il primo in Italia a introdurre la figura del Reco, il responsabile ecologico di bordo incaricato della programmazione sostenibile di cambusa e navigazione e dallo scorso anno ha adottato un innovativo kit anti-sversamento, adottato dalla Water Defenders Alliance e brevettato da un’azienda italiana che permette la raccolta degli idrocarburi già a bordo, prevenendone lo sversamento in mare.

 

I monitoraggi nell’Adriatico - Proseguono nel frattempo anche i monitoraggi in Puglia nel Mar Adriatico, dove si è intervenuto nell’area marina antistante le coste. Posidonia oceanica negli ultimi 40 anni ha subito anche nel mare Adriatico una forte regressione, emblema dell’asincronia tra le azioni umane, rapide e impattanti, e i tempi biologici necessari a questa pianta per insediarsi e riprodursi. Con la collaborazione di un team di ricercatori dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, guidato da Giovanni Chimienti, ricercatore in Ecologia presso il Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente, e Andrea Tursi, dottorando di ricerca presso lo stesso Dipartimento, sono stati monitorati nei mari di fronte Monopoli, Torre Guaceto e Savelletri, delle grandi praterie di Posidonia minacciate dagli ancoraggi. È stato così riattivato il progetto di screening in essere fino ad alcuni anni fa e poi sospeso, i cui risultati saranno resi noti durante un evento di presentazione inserito nel calendario della regata Brindisi-Valona di inizio giugno.

 

 

Roma, 28 maggio 2025

 

Per informazioni:
Silvia Mastagni, coordinamento comunicazione Coop. Responsabile Ufficio Media e Comunicazione Istituzionale Ancc-Coop. 
Tel. 06 441811 - 335 7884168 - silvia.mastagni@ancc.coop.it 
Rosita Fattore, Ufficio Media e Comunicazione Istituzionale Ancc-Coop  
Tel. 06 44181216 – 347 7133643 - rosita.fattore@ancc.coop.it 
Beatrice Ramazzotti, Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione interna Unicoop Tirreno
Tel. 335 6713052 – beatrice.ramazzotti@unicooptirreno.coop.it 

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