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Sarà aperta fino al 5 novembre “La Gola e Gianni Sassi tra Pesaro e le Marche”, un excursus sulla vita e le creazioni del celebre art director, che per Coop firmò pubblicazioni e progetti rivoluzionari.
Le copertine de “La Gola”, la rivista che per la prima volta parlando di cibo raccontava la società, i territori, gli uomini. Quelle della Cramps, l'etichetta discografica fondata nel 1971, che produsse tra i più innovativi artisti dell'epoca. I “piatti della poesia” e i libretti di ricette Coop, uno dei simboli di una lunga collaborazione che pose le basi del moderno consumo informato e consapevole. Le testimonianze del genio di Gianni Sassi spaziano dalla musica alle arti visive, dal cibo al design, perché lui era tante cose insieme: art director e pubblicitario, editore e fotografo, organizzatore di eventi e discografico. La mostra “La Gola e Gianni Sassi tra Pesaro e le Marche”, nel capoluogo marchigiano fino al 5 novembre, si trasforma così non solo nella storia di un artista eclettico e visionario, ma in uno spaccato della scena culturale italiana tra gli anni ’70 e ’90.
UN'AMICIZIA FRATERNA E PROLIFICA
È Casa Bucci, già fabbrica/laboratorio di Franco Bucci, celebre artista e ceramista pesarese e amico fraterno di Sassi, a dedicare questo spazio a 30 anni dalla scomparsa dell'artista, che coincide simbolicamente con la riapertura della struttura, rinata per diventare contenitore culturale, luogo di incontro e di scambio attorno ai saperi che sono circolati tra quelle mura. Sassi era molto legato a Pesaro, qui aveva conosciuto Bucci alla Iris ceramiche negli anni in cui curò Humus (1971), quadrimestrale di cultura e arte ceramica. «Nacque un'amicizia fraterna. Dal '75 al '93 Gianni è sempre venuto a casa nostra, dove passava tutte le estati e le feste: quando Milano “chiudeva” lui prendeva l'auto e veniva qui, in campagna sul colle San Bartolo, e con mio padre si ritrovavano seduti a enormi tavolate, assieme ad amici del posto e ad artisti di respiro internazionale come Massimo Dolcini, Eliseo Mattiacci, Paolo Volponi», racconta Viviana Bucci, figlia del ceramista, che con suo figlio Tommaso Bartolucci gestisce Casa Bucci.
LA NASCITA DELLA GOLA E GLI ALTRI PROGETTI
Su quelle tavole nascevano grandi discussioni e grandi litigate, ma anche idee e visioni, molte delle quali sfociavano poi in progetti concreti. Una di quelle diede vita, per esempio, ai piatti della poesia, in mostra oggi a Pesaro. «Mio padre aveva trovato cinque piatti del '500 su cui erano disegnati cinque spartiti diversi della stessa musica, destinati ciascuno a un componente del coro. Da lì venne loro l'intuizione di replicare, e realizzare piatti su cui erano impresse poesie contemporanee», spiega Viviana Bucci. Figlia di queste campagne è anche “La Gola”, la celebre rivista che arrivò in edicola nel 1982 rivoluzionando l'idea del cibo così come era stata concepita fino ad allora. A Casa Bucci è celebrata con un'installazione dove sono rappresentate le copertine dei 60 numeri, alcune delle quali disegnate da Massimo Dolcini. È sufficiente osservare titoli e illustrazioni per intuirne la portata innovativa: con la Gola il cibo non è più solo alimento da mettere in tavola, ma specchio del mondo, carta d'identità di chi lo produce, e intreccia storia, sociologia, filosofia, anticipando quello che è divenuto per noi oggi. «Anche il fondatore di Slow Food Carlo Petrini, in ogni occasione pubblica non fa mistero del fatto che il suo movimento nasce da la Gola, e qui affonda le sue radici».
La vicenda artistica di Sassi si unisce anche con quella di Coop. Non per caso a questa lunghissima collaborazione, iniziata nel 1980, è dedicata un'ampia sezione della mostra. «Quando arrivava a Pesaro Gianni portava sempre con sé i suoi lavori, Casa Bucci ne custodisce un ricco archivio, e tra questi c'è una piccola collezione dei libri di ricette che Sassi realizzò per Coop e che furono distribuiti ai consumatori tra il 1988 e il 1993. Ne conserviamo 13 esemplari», spiega Viviana, aggiungendo però subito che «chiamarli libri di ricette è riduttivo. Quelle pubblicazioni erano uno strumento per conoscere popoli e tradizioni vicine e lontane attraverso la cucina, quasi un “pretesto” per raccontare popoli e usanze, e nel frattempo fare educazione alimentare». Un viaggio dalla Cina all'America, per tornare in Europa, passando dai formaggi italiani ai piatti natalizi, per finire con le ricette naturali. «Per rendere fruibile questo patrimonio al maggior numero di persone possibile, abbiamo realizzato grandi pannelli su cui sono affisse le copertine e le copie di alcune ricette, ben 39, che i visitatori possono portare a casa».
LA PROVOCAZIONE CON "GLI STILI DEL CORPO"
Interamente consultabile su touch screen è invece il catalogo di altro grande progetto realizzato da Sassi per Coop, la mostra “Gli stili del corpo”, allestita a Milano nel 1988 e replicata a Jesi nel 1991. Una mostra anch’essa rivoluzionaria per l'epoca, provocatoria e antesignana sin dal manifesto. Assieme a Coop, Sassi progettò di analizzare l’immagine e il rapporto tra corpo e immaginario nel tempo, partendo dai primi del ‘900, quando il cibo era per pochi ed essere “in carne” era sinonimo di opulenza e di bellezza, arrivando agli anni '60 della modella grissino Twiggy, fino a mostrare quello che si andava affacciando negli anni ‘80, una sorta di ossessione per la forma fisica e la perfezione. La narrazione viene costruita con più di mille immagini, a cui si aggiungono commenti di storici, filosofi, esperti di costume e semiologi.
Ma il cuore della collaborazione tra Coop e il geniale art director fu senza dubbio quello relativo a “Le Giornate dei giovani consumatori”, manifestazioni itineranti realizzate in 54 edizioni in altrettante città italiane fra il 1980 e il 1987, e rivolte alle scuole, che avevano lo scopo di educare i giovanissimi a un corretto rapporto con il cibo e al consumo consapevole informato. Sassi ideò il logo di quelle giornate, stampato su tutti i materiali e sui depliant distribuiti agli istituti: il simbolo di un discorso che si apre, tra scuola e cooperative di consumatori ma anche tra i giovani e un modo diverso di consumare, più consapevole. Come disse Sassi, mettere le virgolette «significa mettere in discussione il linguaggio pubblicitario, il luogo comune sulle merci cioè, rendere il prodotto, tutti i prodotti oggetto di una critica. La campagna dei giovani consumatori vuole virgolettare quello che sembra ovvio, scontato, banale al Consumatore più sprovveduto; per guardare dentro alle cose, ai prodotti, alle abitudini, ai bisogni, ai mezzi per soddisfare i bisogni». Correva l’anno 1980. Quelle parole, oggi, sono attuali più che mai.
La mostra “La Gola e Gianni Sassi tra Pesaro e le Marche”, sarà aperta fino al 5 Novembre 2023 a Casa Bucci, Strada della Romagna 143 Cattabrighe Pesaro. La struttura apre su appuntamento dal giovedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 (info@casabucci.it).
Per i soci e non soci, Coop organizza una vista guidata il 22 ottobre, dalle 10 alle 12, prenotabile su coop.it/eventi.
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