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Il 16 febbraio cade la giornata sul risparmio energetico e gli stili di vita sostenibili, di cui Coop è partner e sostenitrice da sempre. Imparando dagli anni ’90 a tagliare consumi, controllare gli sprechi e autoprodurre energia in negozi sempre più verdi.
Tutto è cominciato con le lampadine, a fine anni '90, quando i vecchi modelli hanno iniziato a essere sostituiti da altri meno energivori. Non una cosa da poco, visto che la conversione riguardava centinaia di negozi, migliaia di metri quadrati. Poi è arrivata l'alta tecnologia, che ha permesso di controllare i consumi e gestire gli sprechi, infine gli impianti fotovoltaici sui tetti dei negozi, per produrre da sé l'energia da fonti pulite. «Il futuro si muoveva in quella direzione, le cooperative hanno avuto la capacità di vedere anticipatamente dove era giusto andare». Non può che sorridere Fortunato Della Guerra, mentre ripercorre i passaggi della “transizione” di Coop verso il risparmio energetico e l'energia green. Negli ultimi 25 anni Della Guerra ha vissuto ciascuna di queste piccole grandi rivoluzioni in INRES, il consorzio nazionale di progettazione delle strutture di vendita Coop di cui oggi è direttore. Ne parla in occasione della ventiduesima edizione di “M'Illumino di meno”, la campagna per il risparmio energetico e gli stili di vita sostenibili di Caterpillar e Radio 2, di cui Coop è storica sostenitrice e partner. Il tema scelto per quest'anno per la giornata del 16 febbraio è infatti “M’illumino di Scienza”: la scienza e l’ingegneria che studiano, propongono e sperimentano nuove tecnologie per un mondo e un'energia più puliti, la stessa che è stata messa al servizio di Coop in questi anni e che ha reso possibili i numeri di oggi. Cioè 286 impianti fotovoltaici disseminati su tutta la rete di negozi, sistemi di illuminazione efficiente praticamente in tutta la rete di supermercati, ipercoop e parcheggi, un progetto contro lo spreco di energia nei punti vendita che ha permesso fino a oggi un risparmio di circa 640 milioni di kWh, equivalenti a oltre 164.000 tonnellate di CO2 non emesse.
Anche quest'anno, immancabilmente, il 16 febbraio Coop sarà in campo per “M’Illumino di meno”. Negli oltre 650 punti vendita verrà applicato come di consueto il “silenzio energetico”, il simbolico abbassamento delle luci, per ricordare quanto sia prezioso questo bene spesso sprecato, e nell'etere sarà trasmessa da Radio Coop la diretta radiofonica di Caterpillar. Coop sosterrà nuovamente anche la pedalata di Silvia Gottardi di “Cicliste per Caso”, in occasione di “M'Illumino di meno”, che è partita l’8 febbraio da Parigi, sede delle ultime Olimpiadi estive, passerà da Domodossola per fare cambusa da Coop, incontrerà a Milano Beatrice Tassone, tedofora d’eccezione a Novara, che la porterà in un punto vendita Coop “autism friendly”. Pedalando, raggiungerà poi da Conegliano il supermercato di Vittorio Veneto fino all’ultima tappa del 22 febbraio in Alto Adige, a Dobbiaco.
«Pensare che è proprio grazie a “M'Illumino di meno” se abbiamo iniziato a controllare da remoto le luci dei negozi. È stato 21 anni fa, in occasione della seconda edizione, quando Coop decise di aderire e di sostenere la manifestazione», dice Della Guerra: «Per dare un segnale di concretezza venne lanciata l'idea di abbassare la luce nei negozi in contemporanea. L'idea piacque da subito, ma altrettanto presto ci si chiese: “Bellissima, ma come si fa?” e le cooperative si rivolsero a noi. In realtà era un'operazione più che fattibile, perché nei punti vendita Coop erano già allora presenti sistemi di building management system, con esclusione, allora, solo dei più piccoli o dei più obsoleti. Questi sistemi permettevano di controllare da remoto gli impianti elettrici, ma non avevamo mai sperimentato questa funzionalità. Ci mettemmo al lavoro e tutto andò come doveva. Fu però soprattutto una grande lezione, perché dimostrammo in modo concreto non solo che monitorare da remoto i negozi era più facile di quanto immaginassimo, ma che attraverso il controllo da remoto potevamo avere il polso di cosa succedeva, verificare che le luci funzionassero a dovere, che si spegnessero all'ora prestabilita e si riaccendessero la mattina dopo, che non ci fossero guasti e nel caso intervenire. Banalmente, questo ci permetteva e ci ha permesso negli anni di risparmiare tantissima energia».
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«Se non avessimo preso parte a “M'Illumino di meno”, questo passaggio sarebbe arrivato più tardi», continua il manager. «Tutto questo per dire che a volte anche iniziative che sembrano solo ludiche o simboliche innescano rivoluzioni culturali, cambiamenti importanti. Gettano dei semi, fanno nascere la volontà di investire in una direzione».
La volontà di Coop era già chiara, e qualche anno più tardi, nel 2012, si è tradotta e concretizzata nel Progetto energia, programma che ha l’intento di contenere i consumi energetici dei punti vendita della rete e grazie al quale si è superato l'obiettivo del 20% di riduzione. Oggi sono 623 i punti vendita nei quali viene monitorata non solo la gestione dell'illuminazione, ma anche la climatizzazione, la refrigerazione e tutto ciò che ha a che fare con il consumo dell’elettricità.
Inutile dire che le lampadine, nel frattempo, sono state sostituite anche più di una volta. «È stato un lavoro costante, negli anni. Man mano che le tecnologie ci offrivano di meglio, a ogni sostituzione e a ogni ristrutturazione cambiavamo le vecchie e installavamo le nuove. Siamo partiti con lampade fluorescenti con dispositivo a reattore elettronico al posto di tubi a neon e lampadine a bulbo, poi siamo passati alla tecnologia Led, tra il 2009 e il 2010, che consentiva di consumare fino al 60-70% in meno. Certo, a monte c'era il tema di contenere i costi energetici, perché l'illuminazione pesava per circa il 30% sul conto totale, ma c'era anche una sensibilità ambientale che ha sempre contraddistinto Coop. Siamo stati la prima insegna della grande distribuzione ad aderire al programma volontario Greenlight lanciato dalla Comunità europea, volta a sensibilizzare gli operatori sull'importanza dell'illuminazione. Per noi aderire era un modo civico per dimostrare il nostro impegno nella svolta green, negli anni abbiamo avuto un riconoscimento».
Oggi i nuovi sistemi di illuminazione consentono un risparmio energetico stimato in 78 milioni di kWh all'anno, con mancate emissioni di oltre 27mila tonnellate di CO2.
Il percorso è continuato in parallelo con i primi impianti fotovoltaici. «Il primo fu installato nel 2003, un piccolo impianto di 20 kW nel Centro Ponte a Greve, non lontano da Sesto Fiorentino, la sede di Inres. Siamo stati pionieri anche in questo nella grande distribuzione, in pochi si avventuravano in un campo ancora sconosciuto, che richiedeva alti investimenti, ma eravamo certi che quella fosse la direzione giusta e volevamo portarci avanti, provare a produrre da noi energia a emissioni zero. Fu una sorta di progetto pilota che ci permise di acquisire esperienza e dopo poco fu replicato da tutte le cooperative». Molto è cambiato da allora. «Negli anni 2000 quello del fotovoltaico era un investimento molto impegnativo, e anche godendo degli incentivi governativi permetteva di rientrare in non meno di 11-12 anni. Oggi, anche senza incentivi e grazie alle nuove tecnologie, bastano meno di dieci anni. La tecnologia si è evoluta e perfezionata, e se in passato un pannello di dimensioni medio grandi aveva una potenza media di 180 watt, oggi ne basta uno di poco più esteso per raggiungere i 400-500 watt con costi significativamente più bassi. Coop ne conta attualmente 286 che producono più di 65 milioni di kWh ogni anno».
Un dato su tutti può dare l’idea di questa rivoluzione. Gli impianti fotovoltaici allacciati e funzionanti in Coop sono in grado di produrre, in un giorno d’inverno come il 16 febbraio, il quantitativo di energia elettrica necessario per illuminare la rete vendita Coop per oltre 3 ore e mezza. Una vera svolta green.
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