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In occasione della Giornata mondiale delle api, il 20 maggio, due giovani apicoltrici in erba raccontano la loro esperienza con le casette di Coop, che fanno da rifugio alle amiche impollinatrici. Il progetto è parte della campagna di Coop Ogni ape Conta, per preservare questi preziosi insetti.
Ci è voluto pochissimo, poco più di una settimana, perché la prima ape “colonizzasse” la casetta installata da Myriam, e deponesse le sue uova. Lei lo racconta con un pizzico di soddisfazione: «La mia primissima e bellissima ospite è arrivata subito. Un giorno ho visto un’ape che volava qui in giro, e dopo nemmeno 24 ore ho notato che una delle canne della casetta era stata chiusa. Era stata lei, aveva scelto il suo nido», dice.
Questa ragazza innamorata della natura e dell’ambiente ha 23 anni, vive ad Alessandria ed è una delle volontarie coinvolte nel progetto di Coop “Ogni ape conta”, nato nel 2021. Un progetto a larghissimo raggio, che tra le altre decine di iniziative ha coinvolto i giovani attivisti green della sua community per trasformarli in apicoltori in erba. Sono 17, tutti under 30, nel 2022 hanno ricevuto da Coop una casetta per ospitare le osmie, le api solitarie impollinatrici, una piantina di lavanda e un Decalogo dell’amante degli insetti impollinatori, per fornire loro un posto tranquillo dove nidificare. Per tutti questi mesi hanno raccontato in un videodiario i loro progressi, e nella chat di Whatsapp si sono scambiati immagini, suggerimenti e novità da angoli diversi del Paese: Myriam da Alessandria, Ilaria a Torino, Noemi a Perugia, Christopher e Simona da Catania, Eleonora ed Enrico a Genova.
Oggi due di loro ci raccontano cosa è successo in questa primavera in cui si sono schiusi i nidi lasciati quasi 12 mesi fa, per mostrarci che non è poi così difficile fare qualcosa per questi insetti preziosi, di cui il 20 maggio si festeggia la giornata mondiale.
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«Dare un nido alle api è facile, è sufficiente seguire poche e semplici istruzioni», spiega Myriam, che è stata coinvolta nell'iniziativa dalla cooperativa NovaCoop. «Sono insetti autonomi, basta creare loro un habitat favorevole. Ho seguito le istruzioni posizionando il box all'ombra, esposto a sud-ovest, e ho piantato la piccola pianta di lavanda che mi era stata data da Coop con la casetta. Poi più nulla, hanno fatto tutto da sé».
Le casette, spiega, hanno decine di piccole cannule, profonde alcuni centimetri, che costituiscono il luogo ideale per deporre le uova. Una volta eseguito il loro compito riproduttivo, gli insetti chiudono poi i fori con sabbia e terriccio, per tenerle al sicuro. «Impiegano poco tempo per completare l’operazione. Dopo la prima ospite sono arrivate altre “colleghe” e nel giro di una settimana diverse cannucce della casa si sono andate riempiendo».
Le api sono per Myriam una “vecchia conoscenza", ma non aveva mai avuto modo di osservare le “solitarie”. «Nella cooperativa sociale dove ho svolto il servizio civile, ad Alessandria, mi occupavo con altri volontari dell'apiario. Conoscevo però le api mellifere, le più comuni, di cui ammiro il senso di comunità, la capacità di fare rete che non tutti noi abbiamo. Anche le osmie sono insetti affascinanti. Sono piccole, silenziose e miti, hanno pazienza e forza di volontà».
Svolgono una funzione di primaria importanza nell'ecosistema, pur non producendo miele. «Vivono poco, circa un mese e mezzo, ma il loro lavoro è essenziale per la nostra esistenza. Basti pensare che circa il 75% del cibo che mangiamo dipende dall’attività degli insetti impollinatori. Banalmente, anche l'erba medica di cui si nutrono gli animali da latte viene impollinata dalle api», spiega Lajal Andreoletti, responsabile dei progetti ambientali di LifeGate, partner scientifico di Coop nella comunicazione di questa iniziativa. «Si dice che senza le api resterebbero sul pianeta 4 anni di vita, e non è un’esagerazione – continua - Ecco perché è così importante diffondere iniziative come le casette o i bee hotel, soprattutto adesso che queste specie rischiano di scomparire a causa delle attività dell’uomo. Serve loro un contesto favorevole per vivere e impollinare. In alcune zone le campagne sono quasi completamente sottoposte a coltivazioni intensive e sono diventate per le api territorio inospitale, per la presenza di pesticidi chimici di sintesi e la mancanza di biodiversità», dice l'esperta. Di conseguenza, questi insetti si spostano verso luoghi e ambienti più accoglienti. E per quanto sembri paradossale, anche le città possono diventarlo.
Parchi pubblici, balconi, giardini, ogni luogo dove ci siano verde e fiori diventa un habitat possibile, dove possono trovare cibo e riparo. Bastano una casetta e qualche accorgimento: «È sufficiente avere in balcone qualche pianta di rosmarino o lavanda, per renderlo un piccolo “autogrill” dove gli insetti possano rifornirsi, e magari nei periodi in cui non piove una piccola ciotolina con dell’acqua». Coop ha messo in vendita casette in legno certificato Fsc anche nei propri negozi e sul portale cooponline.it . «È anche importante creare per le api impollinatrici un ambiente “amico” negli spazi verdi. Nei giardini condominiali o nei parchi cittadini, per esempio, non bisogna usare insetticidi o erbicidi chimici, e lasciare una piccola porzione di terreno libero, dove la fioritura spontanea può aiutare le osmie a nutrirsi e prosperare», aggiunge Lajal Andreoletti. Non c’è nemmeno da temere che questi insetti siano molesti per noi. «Le osmie sono mansuete, sono adatte alla convivenza con l’uomo, ma sono molto fragili, perché non hanno una famiglia che le protegga. Eppure, sono lavoratrici instancabili. Con questo progetto vorremmo dare un modello di accoglienza “gentile” da applicare anche nelle città».
Ai giovani volontari di Coop, intanto, l’iniziativa delle casette ha dato modo di fare un'esperienza straordinaria, a contatto con la natura. La pensa così anche Simona Tortorici, 28 anni, siciliana di Catania, vulcanica e appassionata come la sua terra. Agronoma e studiosa degli insetti - è assegnista di ricerca e studia il controllo degli insetti dannosi delle piante con metodi naturali - quando ha sentito di questa iniziativa si è subito fatta avanti. «Per me è stata l'occasione per guardare da vicino un insetto che non conoscevo, per di più un insetto molto speciale. L’emozione più grande è stato svegliarsi e scoprire all’improvviso che le osmie avevano nidificato, vedere le cannucce chiuse. L'anno scorso sono nate una quindicina di apette, non vedo l'ora di ripetere l’esperienza quest’anno, e condividerla con gli altri». Il gruppo di giovani “apicoltori” si è scambiato per tutto l’anno video e notizie su Whatsapp. «Viviamo ai lati opposti del Paese, la chat ci ha permesso di capire cosa succedesse alle nostre “amiche” nelle altre parti d’Italia, e di consigliarci l’un l’altro. Uno di noi, per esempio, ha scoperto che le api sono attratte dal blu, ha dipinto di quel colore il tetto della sua casina, e ha condiviso l’idea per darci una mano».
La testimonianza dei giovani attivisti è di grande importanza per spronare tutti a fare la propria parte in difesa delle api. Ma è solo un pezzo di un progetto che si allaga a 360 gradi. Tutte le 7.500 aziende agricole che producono per Coop, nel tempo sono state sensibilizzate a destinare il 3% dei terreni coltivabili a siepi e fiori per migliorare l’habitat, un’iniziativa che segue la campagna decennale dell’insegna contro l’uso dei pesticidi a beneficio dei piccoli insetti.
A oggi le aziende agricole fornitrici dei prodotti a marchio Coop sono ambienti accoglienti per le diverse specie di api, e dal 2021, anno di avvio della campagna “Ogni ape conta”, si stima siano stati ospitati in tutto più di 2,5 miliardi di mellifere e 70 mila api solitarie. Oltre a queste esperienze, il gruppo cooperativo ha poi avviato uno studio in collaborazione con Conapi, LifeGate e l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna per osservare le attività di questi insetti, che sono un po' le “sentinelle” dello stato di salute dei nostri ecosistemi. Coop ha anche distribuito 140 nidi e 131 mila bozzoli nelle oasi urbane cittadine realizzate nel 2021, e nei campi delle filiere di ortofrutta che riconducono al gruppo.
Parallelamente è partita un’attività di sensibilizzazione nelle scuole, che si è conclusa con la donazione di 150 casette da installare nei giardini degli istituti. A questo si aggiungono le attività delle singole cooperative, come Coop Alleanza 3.0, che ha acquistato 256 bee hotel di piccole dimensioni e 4 grandi strutture progettate per ospitare diverse tipologie di insetti impollinatori come api selvatiche, farfalle e coccinelle.
Le api rendono il mondo un posto migliore per tutti.
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