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I tappi di plastica di Coop Amiatina, la cisterna dei bambini di Rosignano di Unicoop Tirreno, le iniziative culturali di Nova Coop a Casale Monferrato e di Coop Alleanza 3.0 in teatro, a Bologna. Sono alcune delle iniziative delle Coop che hanno come protagonista l’oro blu. Per informare, riscoprire insieme il valore dell’acqua e cambiare insieme il futuro. Ecco cosa ci hanno raccontato i protagonisti.
I tappi raccolti nei negozi di Coop Amiatina fanno viaggi lunghissimi: dalle cassette per la raccolta, costruite con le mani dei soci e dipendenti, arrivano sul monte Amiata, poi da qui alle aziende che producono plastica riciclata, e idealmente, sotto forma di risorse volano in Tanzania, dove i soldi ricavati servono a costruire pozzi, cisterne, acquedotti. Il progetto nasce da un’intuizione sviluppata in occasione della Consulta dei Comitati Soci di Santa Fiora, nella provincia di Grosseto. Oggi è una delle iniziative che ruotano intorno al tema dell’acqua, che le diverse cooperative Coop portano avanti per diffondere consapevolezza sul valore di questo bene così prezioso.
L’avventura cominciata a Santa Fiora, come ci racconta il responsabile comunicazione di Coop Amiatina Gianluca Martorelli, è iniziata un anno e mezzo fa, quando nel 2024 è entrato in vigore l’obbligo, per i produttori di bottiglie di plastica, di fabbricare i tappi che restassero attaccati al corpo centrale: «Alcuni soci hanno fatto notare che stavano diminuendo i punti di raccolta dei tappi di plastica. Ne avevamo alcuni nella nostra zona, sono parte di un progetto che il Centro Mondialità Sviluppo Reciproco (CMSR) ha avviato con la Caritas Diocesana di Livorno nel 2003, più di 20 anni fa, e che consiste nel raccogliere i tappi per rivenderli ai produttori di plastica riciclata, e con il ricavato finanziare infrastrutture idriche nella Regione di Dodoma in Tanzania». La cosa non è finita lì: «Mesi dopo, in occasione della Consulta dei Soci del novembre 2024, che aveva come tema proprio la sostenibilità ambientale, i soci di Santa Fiora hanno presentato alcune cassette da posizionare nei nostri negozi per implementare la raccolta, che riguarda tutti i tappi, anche quelli di altri contenitori, purché in polietilene (PE), e l’idea è stata subito accolta. Sono stati poi gli stessi soci, assieme ai dipendenti Coop, a realizzare quei contenitori.
Qualcuno, come i dipendenti della Coop di Pitigliano, si è persino divertito a personalizzare la cassetta con il nome del negozio. Oggi ne abbiamo 20, posizionati in altrettanti punti vendita sul territorio di Coop Amiatina, anche quelli più piccoli hanno ricavato lo spazio per posizionarli. Le cassette sono fatte a mano con materiali di recupero: il legname arriva da pallet a perdere, oppure dagli espositori, il plexiglass è quello utilizzato come schermo alle casse durante il periodo del Covid. Ruote e viti le abbiamo acquistate, per il resto è tutta economia circolare!». Una volta che i raccoglitori sono tutti colmi, i tappi vengono portati al centro di stoccaggio sull’Amiata, al Convento dei Frati Cappuccini di Arcidosso. Nei prossimi giorni è prevista la prima consegna, una trentina di sacchi – alcuni raccoglitori sono stati riempiti due volte – che saranno poi venduti. La soddisfazione, però, è doppia: «La raccolta è importante anche sotto un altro aspetto, è un modo per far riflettere i consumatori sull’impatto di ciò che compriamo, e anche sul modo corretto di riciclare».
Una cisterna per imparare che si può agire
Che sia importante ragionare su certi temi, sin dall’infanzia, ce lo insegna l’esperienza di Rosignano, in provincia di Livorno, dove l’acqua è stata al centro di una serie di attività che hanno visto protagonisti i bambini di una scuola primaria. Grazie ai soci di Unicoop Tirreno, i piccoli hanno ricevuto una cisterna per la raccolta d’acqua piovana, che usano per bagnare il loro orto. Anche questa storia, però, parte in realtà da più lontano, e si intreccia con le attività della cooperativa per l’educazione ambientale delle giovani generazioni. Più di un anno fa, gli alunni della quarta elementare dell’Istituto comprensivo "Alighieri Solvay" di Rosignano hanno avviato un progetto scolastico per creare una città ideale, con tanto di sindaco, giunta e consiglio comunale, impegnati sui temi del sociale e dell’ecologia. «Nel disegnare la loro città, che hanno chiamato “Esa”, acronimo di ecologica, smart e accessibile, i bambini hanno affrontato insieme agli altri il tema dell’impronta idrica e del consumo dell’acqua. Hanno visitato mulini ad acqua, costruito persino modellini, si sono insomma calati in queste problematiche e, dopo l’elezione di sindaco e giunta, il loro consiglio comunale ha scelto tre azioni concrete da portare avanti per intervenire concretamente: la terza riguardava appunto la raccolta dell’acqua piovana per il nostro orto didattico», racconta Cristina Scardigli, insegnante della classe.
È in questa fase che sono entrati in scena Unicoop Tirreno con la sua “Connessioni”, iniziativa nata per coinvolgere la comunità nella progettazione di azioni di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. «La cooperativa aveva lanciato una “call for ideas”, letteralmente una chiamata di idee, noi abbiamo presentato il nostro progetto per la cisterna, e questo è stato poi unito a quello del Comitato tutela secche di Vada, che aveva per tema la tutela della biodiversità marina. Ne è venuto fuori un progetto enorme», continua l’insegnante. Lo scorso dicembre una grande giara per la raccolta dell’acqua piovana è stata donata agli alunni dell’istituto grazie alla raccolta della sezione soci di Unicoop Tirreno. Attraverso Saperecoop, il percorso di educazione consapevole che Coop attiva nelle scuole, sono stati poi organizzati incontri con educatori sul tema del mare, della biodiversità, dell’acqua come bene comune, mentre il Comitato tutela secche di Vada ha organizzato per i bambini visite guidate in luoghi come il Museo di storia naturale o l’acquario. Nel corso dell’anno i piccoli “cittadini” hanno partecipato anche a uscite sul territorio, dedicate alla pulizia delle spiagge, a escursioni botaniche, con i soci Coop.
Ad aprile, nel cortile della scuola è partita la pittura dei murales con soggetto marino, che ha visto all’azione gli alunni assieme ad alcuni ragazzi con disabilità dell’associazione Efesto. «L’idea di base era quella di ricreare tutti insieme, in un angolo del giardino, l’ambiente marino: una “porzione” di fondale da ammirare nella scuola, con conchiglie e anfore, a cui il 3 giugno si aggiungerà un relitto donato dal Comitato Tutela Secche di Vada. Sarà una zona ludico-ricreativa dedicata all’apprendimento, alla conoscenza dell’acqua e del mare». Un modo collaterale per conoscere il mare e chi lo abita, imparare a rispettarlo e prendersene cura. Nel frattempo i bambini, ormai in procinto di chiudere il ciclo scolastico, utilizzano l’acqua piovana raccolta nella cisterna per bagnare il loro orto, che resterà in eredità alle classi future. «Grazie a questo grande progetto hanno potuto attuare le loro idee, realizzando che possono agire sul mondo, contribuire a cambiare le cose, e nello stesso tempo hanno imparato tante cose diverse. E soprattutto si sono sentiti ascoltati, cosa importantissima».
Dalle risaie ai mulini alle fonti minerali, a Casale si riscopre l’oro blu
Non c’è una sola età per imparare, e questo vale anche per i segreti dell’acqua. A Casale Monferrato, in Piemonte, Nova Coop sta portando avanti il progetto “Acqua da tutte le parti”, una serie di appuntamenti che coinvolgono tutta la cittadinanza, con l’obiettivo di far riflettere sull’importanza della risorsa acqua per le persone, l’ambiente e il territorio, e sulla possibilità di utilizzarla in modo più consapevole e sostenibile. «Acqua da tutte le parti nasce nell’ambito di Im.patto, iniziativa di Nova Coop nata per progettare insieme alle associazioni e altri soggetti del territorio una serie di attività a tema cibo, benessere, salute e sostenibilità», spiega Alessandro Messina, della direzione Politiche Sociali di Nova Coop. «Durante i brainstorming con gli enti e le associazioni del territorio di Casale, con cui mettiamo a punto le iniziative da realizzare ogni anno, per il 2025 si è individuato il tema dell’acqua. Il Monferrato è un’area particolarmente legata alla risorsa, è ricca di fonti di acqua minerale, è attraversata dal Po, ha le risaie…». Ne è nata l’idea di pianificare una serie di attività legate a tutti gli aspetti: visite guidate sul Po, nei mulini e nelle risaie, degustazioni di riso e di acque minerali locali, visite ai musei legati all’acqua, escursioni in aree dove ci sono le sorgenti d’acqua, giornate dedicate alla scoperta delle buone pratiche per l’utilizzo dell’acqua in agricoltura, fino all’incontro, che chiuderà il ciclo, per conoscere i consumi idrici di ciò che mettiamo nel carrello. «Il bello – spiega Messina – è che crediamo di sapere tutto sull’acqua, ma grazie a queste visite guidate si apprendono sempre cose nuove, inaspettate. Di recente abbiamo visitato una risaia e abbiamo scoperto che il riso, diversamente da quanto si pensi, è una coltivazione sostenibile, perché ha un consumo idrico pari a zero: l’acqua non utilizzata dalle piante torna nelle falde acquifere o nel fiume». Per diffondere conoscenza, ad ogni iniziativa Nova Coop dona ai partecipanti un kit con la mappa delle fonti di acqua minerale, di cui la provincia è ricchissima, e tamponi per misurare la qualità dell’acqua del rubinetto. Non tutti gli abitanti – sempre a proposito di piacevoli scoperte – sanno che da queste parti è ottima. «A settembre, a coronamento di tutto, organizzeremo una giornata olistica sul tema, in cui parleremo con esperti della gestione del rubinetto, dell’utilizzo dell’acqua in giardini e orti, fino ad arrivare all’impronta idrica di ciascun alimento. Si chiuderà con un contest finale, una gara di carrelli, in cui vincerà chi sceglierà i prodotti con l’impronta idrica più bassa».
L’acqua è in scena con Boccaletti e Accorsi
Coop Alleanza 3.0 sul tema dell’acqua ha intrapreso un percorso per razionalizzare i consumi direttamente o indirettamente connessi alle sue attività in tutti i punti vendita. Intanto, a maggio, a Bologna, ha portato il tema perfino in teatro con la conferenza-spettacolo “Terre d’acqua” con Stefano Accorsi, Anna Ferzetti e Giulio Boccaletti, sostenuto dalla cooperativa. Qui i due attori e lo scienziato attraversano i prossimi 120 anni, nei panni di diversi personaggi: un contadino che vede inaridirsi i suoi campi di ciliegie, la giovane musicista che dirige l’inno del nuovo ecosistema, l’eco-guida che conduce una comitiva di turisti lungo le spiagge reinventate dell’Adriatico, la cronista che racconta la catastrofe climatica mentre accade… Un racconto visionario ed emozionante, per raccontare come reagiremo alla crisi del clima e come l’Emilia-Romagna ne sarà trasformata, in tutti i sensi: agli allarmi inascoltati e alle esondazioni devastatrici risponderà una comunità coraggiosa e unita nel trovare soluzioni innovative per trovare un nuovo equilibrio con il pianeta blu. Raccontando che il presente è difficile ma il futuro è luminoso, se solo noi lo vogliamo.
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