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Si è chiusa la prima fase di Foresta Blu, il progetto di Coop per tutelare i fondali dei nostri mari. Tra piantumazioni di posidonia, azioni di tutela e monitoraggio è proseguito per tutta l’estate, coinvolgendo anche i giovani soci della community green di Coop. Qui una carrellata di fatti e protagonisti.
Dalla Liguria alla Puglia, passando per la Toscana. Prima e nel mezzo, mesi di studio, sopralluoghi, monitoraggi che hanno coinvolto esperti, università ed enti di ricerca, sub, fotografi e giovani appassionati. Si è chiusa da poco la prima fase di Foresta Blu, la nuova campagna Coop a tutela della posidonia oceanica, la pianta marina essenziale per l’habitat del Mediterraneo, e già il bilancio del progetto ha all'attivo decine di voci. Dopo avere realizzato la piantumazione di una prateria di posidonia dell'area marina protetta di Bergeggi, in Liguria, Foresta Blu si è spostata sulle coste del Brindisino e poi all'isola d'Elba, per monitorare, proteggere e individuare le aree oggetto delle prossime riforestazioni. Proprio l'Elba è stata una delle località scelte per le immersioni di Sea Explorers, il percorso realizzato da Coop con l'European Institute of Innovation for Sustainability per permettere a giovani soci di studiare e comprendere gli ecosistemi subacquei, per poi andarli a conoscere dal vivo, al fianco di esperti biologi. Un corso davvero speciale, completamente gratuito, che ha portato 100 ragazzi e ragazze a immergersi nelle acque del Conero e dell'isola d'Elba, e osservare i tesori dei nostri mari.
Foresta Blu nasce da una riflessione: se per contrastare la crisi climatica bisogna piantare alberi, perché non farlo anche in mare? Di qui l'idea di piantumare centinaia di metri quadrati di Posidonia, polmone prezioso dell'ecosistema marino, che rischia di degradarsi a causa dell'azione dell'uomo. E di qui il nome Foresta blu.
Ora, a fianco di Coop ci sono anche l’International School for Scientific Diving (ISSD), associazione no profit e prima scuola italiana di formazione di ricercatori scientifici subacquei, e due team di ricercatori universitari dell’Università di Genova e dell’Università di Bari, oltre ovviamente i soci e clienti, che hanno partecipato alle campagne estive e autunnali con l'acquisto di piantine di Sansevieria nei negozi Coop. Con le sue foglie che sembrano fluttuare verso l'alto, la Sansevieria è tra le piante terrestri quella che più ricorda la posidonia, per questo è stata scelta come simbolo della campagna: per ogni pezzo venduto un euro è stato destinato al progetto. In pochi mesi, le vendite hanno superato tutte le attese: ben 32mila piantine sono state acquistate.
Foresta Blu parte a maggio a Bergeggi, dove tra i fondali della riserva marina sono stati piantumati 200 metri quadrati di praterie di posidonia. Per farlo, i sub dell’International School for Scientific Diving, che hanno condotto la spedizione nell'area protetta, hanno adottato una tecnica innovativa che utilizza di biostuoie di fibre di cocco, stese sotto una rete metallica fissata al fondale. Sopra le stuoie sono state innestate le talee recuperate dalle praterie naturali e staccatesi naturalmente o per azione dell'uomo, che da lì si potranno radicare. Questa tecnica ha un tasso di attecchimento tra il 50 e il 70%, percentuale mai registrata prima d'ora, il team di ricercatrici e ricercatori dell’Università di Genova monitorerà le stuoie per 24 mesi, per verificarne gli effetti.
La posidonia non è solo una pianta molto comune nel Mediterraneo. Questa specie vegetale, che molti di noi credono una comune alga, può generare ogni giorno da 4 a 20 litri di ossigeno: non a caso è chiamata “polmone del mare”. Tra le sue foglie ondeggianti vivono e si riproducono centinaia di specie marine del Mediterraneo, si calcola il 25%. Nonostante il loro ruolo prezioso, le praterie sono a rischio regressione per via di ancoraggi selvaggi, pesca a strascico e conseguenze dovute all’iper-turismo e alla cementificazione delle coste. Si stima che negli ultimi 50 anni la loro presenza nel nostro mare sia diminuita di oltre il 30%.
Alla tappa di Cavo hanno preso parte anche due dei partecipanti a Sea Explorers, la “costola” di Foresta Blu dedicata alla community di giovani attivisti per l’ambiente di Coop. Un progetto speciale che guarda agli under 35, coinvolti in un percorso di conoscenza e formazione sulla biodiversità marina, ma anche sulla fragilità dei nostri mari e sull'importanza di conoscerli per preservarli. La proposta, realizzata con l'European Institute of Innovation for Sustainability, era articolata in 4 fasi: due cicli di lezioni online per 100 ragazzi a cui sono seguite e esperienze in barca e lo snorkeling in area protetta, realizzate a giugno. Grazie a questa attività molti di loro hanno potuto immergersi per la prima volta tra le acque azzurre dell’isola d’Elba e del Conero, ammirando da vicino le bellezze e i tesori dei nostri fondali, così vicini ma così “sconosciuti” ai più. E non è finita, perché alla chiusura del corso, il 12 settembre, 10 dei 400 iscritti sono sono saliti sulla barca da regata sostenibile Anywave per un'uscita didattica. Una nuova occasione per mettere in pratica quello che avevano imparato durante il percorso.
Dopo la Liguria, Foresta Blu si è spostata in Puglia, nei mari di fronte a Monopoli, Torre Guaceto e Savelletri, e in collaborazione con un team di ricercatori dell'Università di Bari ha attivato il monitoraggio delle praterie, anche qui minacciate dall'azione dell'uomo. Il progetto di screening, partito anni fa per iniziativa di altri attori ma poi interrotto, ha previsto anche l'installazione di boe galleggianti, che sulla superficie delimitano le aree da proteggere evitando ancoraggi e il passaggio di reti a strascico, che sono tra i responsabili del diradamento della posidonia. All'Isola d'Elba, invece, al largo della spiaggia elbana di Cavo, sono state individuate le praterie da monitorare e poi da riforestare nel 2025. A fine progetto saranno in tutto 300 i metri quadrati piantumati, 5 le praterie monitorate e un campo boa “sotto tutela”. Un’esperienza che si spera possa fare da esempio e attivare una nuova sensibilità intorno alla piccola, preziosa posidonia.
Tra i protagonisti di Foresta Blu non poteva mancare Anywave, la barca partner di Coop in tantissime avventure, che sarà parte attiva anche nella stagione 2025 al largo dell’isola d’Elba. Quest'anno Anywave, dopo avere adottato la buona pratica del REco, - il responsabile ecologico che a bordo si preoccupa di avere una cambusa e una navigazione sostenibili - ha portato una nuova innovazione green: un kit per prevenire lo sversamento di idrocarburi in mare. Il kit, composta da una serie di spugne in poliuretano espanso riutilizzabili fino a 200 volte, è stato installato vicino al motore, in modo da potere assorbire e raccogliere gli idrocarburi già a bordo, evitando appunto che vengano sversati in mare. Un modo per preservare l’ambiente anche quando non naviga a vela.
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