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Le iniziative di Coop a sostegno di associazioni e progetti di inclusione. Dai ragazzi con autismo di PizzAut, ai piccoli pazienti della fondazione Casa Marta, fino alla mensa solidale dell’Antoniano di Bologna.
Sul grembiule rosso, ripiegato con cura dentro la scatola, è scritto in grande “Vietato calpestare i sogni”.
La box “PizzAut” profuma di magia e non solo per il colore natalizio e per la bontà di ciò che contiene, ma perché è un'idea regalo che fa bene al cuore. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Coop e PizzAut, la onlus che ha aperto in Italia la prima pizzeria gestita da persone con autismo, che insieme si sono “inventati” una scatola con i 5 ingredienti necessari per fare una pizza buona e genuina.
Dalla farina all'origano, dall’olio extravergine al lievito e alla polpa di pomodoro, tutti i componenti sono stati donati da altrettanti fornitori Coop: i Grandi Molini Italiani, la fiorentina La Dolciaria, l’Azienda Agricola Montalbano, la Pietro Grimaldi e Citrus. Obiettivo, vendere la scatola on line (acquistabile al prezzo di 25 euro scrivendo a regaliamo@piazzaut.it) a sostegno dei progetti di PizzAut per la formazione, l’autonomia e l'integrazione dei ragazzi con autismo.
Non è nato ieri il sodalizio tra Coop e PizzAut, come spiega Andrea Pertegato, responsabile Comunicazione istituzionale e relazioni media di Coop Lombardia: «La nostra è una collaborazione che dura ormai da 4 anni. È iniziata nel 2019, quando per la prima volta acquistammo i pandori e i panettoni dell'associazione, che allora servivano a finanziare la nascita della pizzeria. Quando abbiamo conosciuto Nico Acampora, l'ideatore di questa meravigliosa realtà, è stato sufficiente che ci raccontasse del loro sogno per farci innamorare del progetto».
Da lì sono stati gettati i semi per una serie di fortunate iniziative: dal primo supermercato autism friendly in Europa, a Monza, dove tutto, dal personale formato ad hoc ai pittogrammi dalle luci fino ai rumori emessi dalle casse, è concepito per garantire alle persone autistiche un'esperienza serena, fino al progetto di volontariato aziendale, grazie al quale i dipendenti di Coop Lombardia possono scegliere di spendere parte del loro monte ore nella pizzeria di PizzAut.
Tra i momenti più emozionanti di questo percorso fatto insieme a PizzAut c'è stata l'assunzione da parte di Coop Lombardia di Beatrice Tassoni, una giovane e straordinaria ragazza con autismo, che oggi è una dipendente distaccata a PizzAut. Il suo contratto di lavoro è stato firmato davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il giorno dell’inaugurazione della seconda pizzeria PizzAut a Monza, a significare la portata rivoluzionaria di questa azione.
«Quelle della onlus sono iniziative destinate a durare, a porre le basi per un cambio di passo. La pizza di questi ragazzi è buonissima, è impastata con le migliori farine, lasciata lievitare 72 ore. Le persone la provano per la prima volta per curiosità, poi tornano perché hanno apprezzato», dice Pertegato: «Lo stesso vale per gli altri prodotti dell’associazione, e con lo stesso criterio e la stessa cura abbiamo scelto gli ingredienti della “box”. Ci piace pensare che i frutti di questa e delle altre iniziative a favore della onlus siano destinati a durare nel tempo».
IL PANETTONE ARTIGIANALE PER AIUTARE I BAMBINI
La box con PizzAut è solo una delle “sorprese” natalizie che nascono tra le corsie dei supermercati Coop. Basta scendere di poche centinaia di chilometri, in Toscana, per vedere nei negozi di Unicoop Firenze il panettone artigianale uscito dalle mani di Luisanna Messeri. La cuoca “pop”, ospite fissa in diversi programmi tv a cominciare dalla “Prova del cuoco”, si è cimentata in una sfida non facile, ma, racconta, ha accettato per fare un gesto di solidarietà concreta. I proventi dei suoi dolci saranno devoluti alla fondazione Casa Marta, per la realizzazione di un hospice per i bambini affetti da malattie gravi non guaribili, che accoglie i piccoli e loro famiglie in un ambiente confortevole e sereno. «Quando Unicoop Firenze me lo ha proposto ho detto subito sì, e siccome non sono una pasticceria mi sono messa al lavoro. Ho immaginato che ricetta dovesse avere il mio panettone ideale, poi mi sono messa in contatto con un forno che produce panettoni artigianali e abbiamo provato la ricetta. Sono stati 4-5 giorni impegnativi, in cui provavamo e assaggiavamo, riprovavamo e riassaggiavamo. Il panettone è un dolce a sé, necessita di cinque fasi di lievitazione diverse, ci vuole tempo per ottenere buoni risultati. A furia di assaggiare ho preso qualche chilo, ma alla fine il mix perfetto l’abbiamo trovato».
UNA RICETTA CHE FA BENE TRE VOLTE
La ricetta prevede gli ingredienti migliori, il burro centrifugato, la farina della linea Fiorfiore Coop, le bacche di vaniglia, i canditi di arance siciliane, il miele. «Ho aggiunto un po' di zibibbo, e poi, siccome sono toscana, un tocco della mia regione, con un pizzico di sale di Volterra, il più puro d'Italia, per esaltare il gusto dolce».L'anno scorso il panettone di Casa Marta ha avuto un successo clamoroso che, Luisanna ne è convinta, si replicherà quest'anno: «Io ne ho comprati tre da tre chili, ne avrò fino a Pasqua, ma questo panettone li merita, perché è buono tre volte. Perché è artigianale, è riuscito a mantenere un prezzo democratico e accessibile - 49 euro per ben tre chili - e soprattutto contribuirà a realizzare qualcosa di utile e tanto necessario: una casa che sarà un po’ di conforto ai bambini e alle loro famiglie in un momento drammatico della loro vita. Sono felice di avere accettato la proposta di Coop. Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo e aver potuto donare un po' del mio per una causa così importante mi rende molto orgogliosa».
Ma spesso le iniziative benefiche partono dalle cooperative per arrivare direttamente all'ente beneficiario. È il caso di Coop Reno, che per questo Natale ha donato 20.000 prodotti a marchio Coop alla mensa della onlus Antoniano, a Bologna, dove ogni giorno siedono centinaia di persone in situazioni di bisogno.
L'Antoniano è una sorta di istituzione nel capoluogo emiliano: la prima pietra dell'associazione è stata posata nel 1953, e da allora la mensa gestita dai frati francescani è stata sempre un punto di riferimento per chi è in povertà. «Oggi accoglie ogni giorno circa 300 persone, per 365 giorni all'anno, e offre loro pasti caldi e qualche ora di riparo in un posto accogliente. Il lunedì è il giorno dedicato alle famiglie, quando arrivano interi nuclei», spiega Silvia Liciardi, Corporate & event fundraiser della onlus.
Tra di loro ci sono persone senza dimora, chi ha lavori saltuari, padri separati o giovani le cui entrate non bastano a coprire tutte le spese necessarie. «Da luglio a oggi sono raddoppiati, siamo passati da una media di 150 al giorno, con picchi di 180, a 300. È per questo che abbiamo tanto bisogno di donazioni come quelle di Coop Reno, che aiutano la onlus a portare avanti la sua missione».
L'anno scorso, racconta la Licciardi, Coop Reno ha donato all'Antoniano 15.000 euro, rinunciando alle tradizionali luci natalizie per tutto il periodo di festa, e destinando l'importo risparmiato alla onlus, mentre quest'anno i beni alimentari sono stati scelti tra quelli necessari per mettere in tavola ogni giorno 300 piatti e offrire un'accoglienza dignitosa.
«A Natale e a Capodanno non mancheranno panettoni e pandori, accanto alle tipiche decorazioni di questo periodo. Quando arrivano le ricorrenze cerchiamo di rendere questo posto un luogo ancora più caldo, dove gli ospiti possano trovare l'atmosfera che rende speciali certi giorni. E allora cerchiamo di rendere la tavola e l'ambiente più belli, aggiungere al menu qualche dolce, e dare attenzione maggiore a chi arriva. Quello che cerchiamo di fare è di accoglierli con un piatto, con un sorriso e una parola carina, e se è possibile lo è grazie a tutti quelli che lavorano qui, ai volontari e ai nostri donatori».
Credits foto dell'Antoniano Sergio Agazzi
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