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La carica dei 100 ragazzi di Coop arrivati a Roma da tutta Italia per Coop Youth Experience 2023, per dire no alla crisi climatica.
C’è Giulia da Bologna, quando la ascolti senti tutto il coraggio dei suoi 23 anni. Francesco, liceale poco più che 18enne, fiero di fare parte di questo progetto. Marco da Castelfranco Emilia, che di anni ne ha 24 ed è convinto della necessità di far cambiare le imprese e c'è Alessandra, sua coetanea, già attivista di Libera: per lei giustizia ambientale e sociale sono due facce della stessa medaglia.
Sono i ragazzi come loro, “la carica dei 100”, giovani arrivati in pullman a Roma da tutta Italia il 14 e il 15 febbraio, per partecipare a Coop Youth Experience 2023, che si è tenuta in concomitanza con la 18esima edizione di M'illumino di meno, la giornata nazionale del risparmio energetico promossa dalla trasmissione di Rai Radio2 Caterpillar il 16 febbraio.
Sono tutti Under 30 tra soci e dipendenti Coop, a loro quest'anno si sono aggiunti gli studenti del Liceo Artistico Marco Polo Cattaneo di Cecina in provincia di Livorno e del Liceo Linguistico Giordano Bruno di Roma. Hanno dato vita al flash mob luminoso in Piazza del Popolo e si sono ritrovati la mattina dopo alla fermata di Rebibbia per completare il murale dello street artist Luogo Comune. La comunità di attivisti è nata in Coop nel 2021 in occasione dell'iniziativa Oasi Urbane, che ha permesso ai giovani di piantare 10mila alberi in 10 città italiane.
Sono determinati i ragazzi e le ragazze che al mattino arrivano nel cuore della capitale per montare l'installazione che illuminerà Piazza del Popolo. C'è da fare e il tempo stringe, i lumini sono circa 170, vanno sistemati e collegati ma l'atmosfera è elettrica, c'è voglia di esserci e di farsi sentire.
«Le soluzioni per fermare il cambiamento climatico sono sotto gli occhi di tutti, ma per via di scelte sia politiche sia economiche non ci siamo ancora arrivati. Ecco perché oggi siamo qui», spiega Giulia. «Quello che facciamo serve a dare una “botta” alla società e dire “noi ci siamo, siamo pronti a metterci in gioco».
Lasciare i combustibili fossili e iniziare il passaggio alle fonti di energia alternativa, impostare politiche di sviluppo che guardino alla tutela dell'ambiente. Questo chiedono i tanti che sono riuniti qui, certi di parlare a nome di milioni di coetanei. Gli studenti dei due licei hanno partecipato all'ideazione dell'installazione sono emozionati. Arrivano le 18, inizia il conto alla rovescia, si grida a squarciagola. Le luci si accendono, le parole prendono forma, c’è un attimo di silenzio “Switch off the climate crisis - Switch on the energy future”: spegniamo la crisi climatica e accendiamo l'energia del futuro, è il monito che arriva nell’etere. L'impressione è che stavolta sia qualcosa di più di una speranza!
La mattina del 15 febbraio l'appuntamento è alla stazione metro di Rebibbia. Bisogna completare il murale di 100 metri quadrati dipinto dallo street artist Luogo Comune, prendere pennelli e colori, poi ciascuno lascerà impressa sul muro una parola, un dono da lasciare ai migliaia di passeggeri che ogni giorno attraversano Rebibbia. È l'arte che parla alle persone, come spiega Jessica, 28 anni, di San Benedetto del Po.
«Abbiamo scelto di farci sentire in questo modo, perché l'arte ci aiuta a lanciare un messaggio più diretto e può raggiungere persone di età diverse».
Al centro del murale sono rappresentate due donne nell’atto di parlare e un megafono da cui escono simboli che fanno pensare a un futuro più pulito.
«È una metafora dell'energia del cambiamento, quella delle nuove generazioni che stanno cercando di modificare le cose. Li ho osservati oggi, sono entusiasti, decisi, non si lasciano intimorire dagli adulti né dalle istituzioni. Ho visto una partecipazione e una passione autentiche» spiega Luogo Comune.
Ai 100 è stato affidato un compito: completare l'opera dipingendo le parole che secondo loro rappresentano un domani più sostenibile. «Hanno scelto “consapevolezza”, “futuro”, “ripartenza”, “ora”, “speranza”, in italiano e in inglese, c’è anche una parola in russo», racconta l’artista. «La parola che avrei detto io? Avrei usato “tempo”, perché tempo ne abbiamo poco. Hanno ragione questi giovani, bisogna sbrigarsi».
L'opera di Rebibbia è stata realizzata con la collaborazione di Yourban 2030, associazione no profit che si dedica ai temi dell’ambiente e della sostenibilità attraverso l’arte e le nuove tecnologie green, e ha coinvolto per Coop Luogo Comune. Lo street artist ha utilizzato pittura mangia-smog in grado di eliminare l’inquinamento di circa 24 auto a benzina euro 6 al giorno.
«Non è la prima volta che realizzo un disegno a tema ambientale. Come tutte le persone di questa generazione avverto l'urgenza e l'importanza di questa tematica. Sono felice di avere fatto questa esperienza. Il mio lavoro è questo: raccontare per immagini, disegnare un messaggio che resti a chi si trova a passare in quel luogo, perché si interroghi su certi temi. Mi auguro che accada anche anche questa volta».
Mentre una squadra di attivisti dipinge, un'altra ripulisce l'intera area della stazione metro. Si imbiancano muri e si spazzano via i rifiuti, anche questo un gesto a metà tra il concreto e il simbolico: se si vogliono cambiare le cose c'è bisogno che ognuno faccia qualcosa.
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