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Si è conclusa da poco l’ultima delle quattro giornate di raccolta solidale realizzate dai soci nei punti vendita Coop nel 2023.
Si è conclusa da poco l’ultima delle quattro giornate di raccolta solidale realizzate dai soci nei punti vendita Coop nel 2023. Quest’anno sono stati donati 1.126 tonnellate di prodotti alimentari, 518.000 articoli per la scuola e più di 100 tonnellate di cibo per gli animali. E la catena di relazioni che si genera serve anche a integrare fragili. Come ce lo spiegano i protagonisti.
«Sa perché è importante che noi soci Coop “attivi” partecipiamo a “Dona la spesa”? Perché i clienti dei supermercati ci conoscono, specie nei paesi più piccoli come il mio. Siamo vicini di casa, li incontriamo ogni giorno per strada, e quando spieghiamo loro a cosa sono destinati i prodotti che acquistano, si fidano». Santina Pandolfi, 65 anni, ha un “curriculum” di socia Coop di tutto rispetto: tesserata da una trentina d'anni, è presidente del Comitato soci di Laveno, in Coop Lombardia. Partecipa a tutte le iniziative, e nemmeno ha più il conto di quante volte si è occupata in prima persona di “Dona la spesa”, la raccolta solidale che anima diverse volte l’anno tutti i punti vendita Coop. Anno dopo anno è lì, in prima linea in negozio, a organizzare con i colleghi del Comitato le attività sul campo e a coordinarsi con le associazioni. A qualche centinaio di chilometri di distanza in Umbria a Gualdo Tadino è Barbara Bruno, socia di Coop Centro Italia e membro del Consiglio di Amministrazione, a farle eco: “C’è tanto bisogno di solidarietà e oggi più che mai dobbiamo farci in quattro per aiutare gli altri”. E come loro due tanti soci Coop lungo l’Italia, in tutte le cooperative, dove questa iniziativa è diventata ormai un appuntamento fisso.
Dona la spesa non è una raccolta alimentare come un'altra. È una grande “macchina” che coinvolge migliaia di soci volontari, istituzioni e associazioni del territorio, per dare un aiuto mirato e immediato alle persone in difficoltà. Cade quattro volte all’anno: gli appuntamenti “storici” sono in primavera e autunno (l'ultimo si è tenuto il 25 ottobre), quando si organizzano due giornate dedicate alla raccolta di beni di prima necessità come pasta, olio o prodotti per l'infanzia.
Nel tempo si sono sommati una data estiva dedicata alla raccolta di cibo per animali ospitati da strutture per randagi e rifugi, e un'iniziativa a inizio settembre, per la raccolta di materiale scolastico. A tutto questo si aggiunge la “Spesa sospesa” diventata un'iniziativa permanente in altri 233 negozi Coop lungo lo Stivale, che permette ogni giorno a chi lo desidera di comprare un prodotto e lasciarlo in un carrello alle casse, perché venga poi destinato a chi di dovere. In ogni città c’è una rete di associazioni, enti e fondazioni attive che distribuiscono fisicamente i beni a chi ne ha necessità. Spesso è proprio il bisogno di questi beni a spingere le famiglie a entrare in contatto con queste realtà e ad accedere ad altri servizi, come se le donazioni generassero un effetto a catena, che propagandosi genera nuovi benefici.
Una catena di solidarietà, dai soci Coop alle associazioni Quello che regola le giornate di “Dona la spesa” è un meccanismo ben rodato, come spiega Santina: «Quando si avvicina la giornata della donazione chiediamo alle associazioni di cosa hanno più bisogno, loro preparano una lista e noi andiamo in negozio, che allestisce delle isole con i prodotti in esposizione, in modo da renderli più visibili. Quindi entriamo in gioco noi, che assieme ai rappresentanti delle associazioni coinvolte restiamo in negozio e spieghiamo ai clienti cos'è la raccolta e a che cosa serve. Facciamo un po' da tramite e un po' da garante. Se sanno a chi vanno quei prodotti donano più volentieri, e anche chi magari ha meno mezzi si limita solo un pacco di pasta, ma lo fa col cuore. Nelle giornate migliori siamo riusciti a raccogliere anche 900 chili di prodotti». Tra gli enti collegati ai punti vendita di Laveno ci sono la Caritas Ambrosiana e la cooperativa San Martino, che si occupa di minori stranieri non accompagnati. Ma qui si organizza anche la raccolta per gli animali.
«Collaboriamo con una struttura che accoglie cani e gatti e con un rifugio per animali selvatici a una decina di chilometri da qui. Ospita tantissime specie, una volta ci è finito anche un falchetto ferito, ma ci sono anche asinelli e cavalli salvati dal macello. A loro non servono solo pet food, ma anche verdura e frutta fresca, carote e mele! Tra l’altro qui si è creata una specie di grande famiglia e la collaborazione continua tutto l’anno, tanto che a volte anche i ragazzi della Cooperativa San Martino portano al rifugio i loro avanzi. Insomma, c’è un bel circuito virtuoso e qui non si butta via niente!».
L'esperienza dell'hub Gallaratese Santina è soddisfatta: è bello poter vedere e toccare i risultati del proprio impegno. Ma quella di Laveno è solo una delle centinaia di esperienze virtuose che si ripetono in Italia, da Nord a Sud. A Milano, per restare in Lombardia, Coop Lombardia è partner per Dona la Spesa dell’hub del quartiere Gallaratese. Qui, oltre a finire i beni provenienti da iniziative solidali, tutto l'anno vengono raccolte e distribuite attraverso diversi canali le eccedenze alimentari della grande distribuzione (inclusa Coop Lombarda). L’hub è gestito dalla Fondazione Terre des Hommes, mentre la raccolta viene effettuata dalla Croce Rossa, e oggi sono circa 700 i nuclei familiari che usufruiscono dei servizi offerti. Le famiglie possono acquistare prodotti di prima necessità nel market solidale utilizzando una tessera a punti. «Sono in tanti ad avere bisogno, dopo il Covid l’utenza è cresciuta, e non solo tra le persone immigrate. Il 45% delle famiglie è composto da cittadini italiani», spiega Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes. Chi viene all’hub non trova però solo beni di prima necessità.
«Spesso il market diventa l'occasione per accedere a una serie di servizi che aiutano le famiglie a integrarsi e ad acquisire una loro autonomia sociale. Nell’hub le famiglie trovano laboratori per ragazzi e per bambini, aiuto compiti, corsi di italiano per mamme straniere, sportelli legali o di orientamento per trovare servizi sul territorio, di cui spesso non conoscono nemmeno l’esistenza. Arrivano qui per la spesa, e scoprono che hanno a disposizione strumenti che li aiutano a vivere meglio o a conquistare una loro autonomia».
L’emporio solidale di Gualdo Tadino Anche qualche centinaio di chilometri più a Sud, a Gualdo Tadino, in Umbria, i prodotti comprati dai clienti attraverso “Dona la spesa” finiscono sugli scaffali di un emporio solidale, una sorta di market aperto a chi ne ha necessità. «L'emporio è gestito dalla Caritas ed è molto apprezzato da chi è in una situazione di indigenza, perché si presenta come una soluzione più dignitosa: venire qui è un po' come fare la spesa, non si deve attendere che venga preparato il proprio sacchetto con i beni», spiega Barbara Bruno, socia Coop e nel Consiglio di amministrazione di Coop Centro Italia. Barbara, che è anche volontaria in Caritas, racconta che nella Coop del paese donare prodotti comprati al supermercato è diventata una consuetudine tutto l'anno: «Già diversi anni fa la Sezione soci di cui faccio parte ha avuto l'idea di sistemare alla cassa del supermercato Coop un bussolotto, dove chiunque può lasciare ciò che desidera. Avevamo ideato anche il logo: “Spesa SOSpesa”, dove le prime tre lettere della parola, in maiuscolo, vanno a formare il simbolo di chi chiede aiuto». Il bussolotto c'è ancora oggi, e si aggiunge alle giornate dedicate alla raccolta.
Un bisogno crescente A Gualdo Tadino si lavora fianco a fianco con Caritas e con il Banco di solidarietà, e anche qui, nelle giornate di “Dona la spesa” sono i soci con i volontari delle associazioni a fare da tramite con i clienti, cercando di indirizzarli soprattutto verso i beni mancanti. «Prodotti per l'igiene personale, per i bambini, assorbenti per signora, sono le cose che mancano sempre, di cui c'è sempre tanto bisogno. A settembre abbiamo raccolto poi i materiali scolastici. Non si ha idea di quante siano le famiglie che non riescono più a far fronte a queste spese, sono tantissime. L’ultima volta, nel registro della Caritas di Gualdo ho contato 257 famiglie. Spesso provano vergogna ad andare di persona a chiedere aiuto, e in questi casi sono le associazioni a raggiungerli. In merito alla richiesta di spiegazioni sulle ragioni dell’uscita dell’Acqua Eva dal listino delle referenze di Coop Alleanza 3.0, la Cooperativa rende noto che esse furono frutto di scelte di natura esclusivamente commerciale.
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