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A Milano nel backstage con i protagonisti del format video che racconterà il mondo dei soci Coop.
A Milano nel backstage con i protagonisti del format video che racconterà il mondo dei soci Coop. Volti e storie diverse, che con tanta emozione e un po’ di paura si sono raccontati, mostrando “l'anima” di Coop, quella dei soci che ogni giorno sono in campo per realizzare le iniziative sul territorio.
Maurilio arriva sul set con una moka nello zaino e un carico di aneddoti che è un piacere ascoltarlo. Finite le riprese si siede a parlare della sua Piombino, di quanto gli riempia il cuore, ogni volta che porta la spesa a casa a un anziano o alle persone in difficoltà, sentirsi chiedere se gradisce un caffè. Klaudia ha caricato in treno da Merano un enorme dizionario tedesco-italiano, che per lei è un po’ il simbolo di come la Coop abbia unito territori diversi, e quando entra in studio e mostra il pesante tomo rosso scoppia in una risata contagiosa. Mattia è emozionatissimo, teme che non riuscirà ad aprire bocca, ma alla fine va tutto liscio e il regista è soddisfatto, il suo sorriso basta da solo a far capire che persona è. Poi c'è Marco, che con il suo accento emiliano sembra avere portato con sé un pezzo di Appennino. Sulle prime timido, si scioglie quando spiega cosa Coop abbia significato per lui, in trent'anni da dipendente e da socio.
C'è un campionario di vite e di storie dietro i volti e le voci che il 22 e il 23 novembre si sono alternati davanti alla macchina da presa, nello studio di registrazione allestito per “Facce da Coop”. E stare dall'altra parte è come guardare da una finestra un pezzo dell'Italia più bella, quella fatta di persone vere e concrete, che si danno da fare con le braccia e con la testa per migliorare le cose.
Guarda l'intervista di Jacopo
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UN FORMAT PER SCOPRIRE IL MONDO COOPERATIVO
Questa finestra è appunto un format video nato per spiegare al grande pubblico chi è Coop oltre il carrello, attraverso dieci clip in cui i dieci protagonisti, soci di altrettante Cooperative di consumatori italiane, parlano delle loro esperienze, ragionando sul perché hanno scelto di entrare in questo microcosmo, cosa fanno come “soci attivi” e in cosa credono, e spiegando perché no, la loro non è solo una catena di supermercati, ma un'impresa cooperativa dove i valori si traducono in azioni. Ciascuno di loro rende possibile tutto questo organizzando e partecipando a tante iniziative, che vanno dal volontariato ai progetti nelle scuole, dai progetti a tutela dell'ambiente alle campagne contro le discriminazioni. La prima delle clip ha come protagonista Jacopo, seguiranno le “facce” di Rosella, Marco, Jessica, Antonio, Mattia, Klaudia, Roberto, Mara, Maurilio. Con le loro età - dai 23 agli 80 anni - rappresentano tre generazioni di soci Coop di ogni parte del Paese, tutti diversi, ma accomunati dagli stessi valori.
EMOZIONI E RACCONTI
Ognuno ha portato con sé l'oggetto che più ha rappresentato il suo rapporto con Coop. C'è il sasso di Jacopo, abruzzese doc di Valle Peligna, che simboleggia il legame con il territorio e l’impegno per valorizzare le piccole realtà; il microscopio di Mara, che ogni volta che c'è da fare una raccolta fondi per la ricerca non si risparmia; i gessetti di Rosella, che li estrae orgogliosa mentre spiega che con Coop entra nelle scuole a parlare di consumo consapevole; le foto in bianco e nero di Mattia, gli servono a ricordare quanto sia necessario preservare la Memoria tra le nuove generazioni, e come lui si impegna a farlo, con l'aiuto di Coop. Prima di girare si passa in sala trucco, un “pit stop” necessario per mettere in ordine anche le idee, poi si va in studio e si gira. Il timore è un po’ lo stesso per tutti, non avere le parole al momento giusto, ma quando la luce rossa si accende e partono le domande dell'autrice, ciascuno di loro sa bene cosa dire, perché lo ha chiaro in mente: è ciò che fa tutti i giorni.
OGNI FACCIA, UNA STORIA DI COOP
Jessica arriva da Mantova, e con la sicurezza dei suoi quasi 30 anni, mentre accarezza la sua piantina racconta di quella volta che con Coop ha piantato gli alberi nel parco di Rogoredo a Milano. «È stata una scoperta – dice –, per la prima volta mi sono sentita circondata da persone pronte a combattere le mie stesse battaglie». Da allora partecipa a tutte le altre iniziative di Coop Youth Experience, la community under 30 per l’ambiente. Maurilio, che di anni ne ha 65 e alla fine resta in studio quasi tutto il giorno, si diverte a regalare pillole di memoria: nella sua Piombino la nascita della prima cooperativa di consumo risale al dopoguerra, e quando nel '72 prese fuoco il supermercato Coop, tutti correvano disperati dicendo «Ci brucia la Coop!».
Tra un caffè e un pasticcino, nei discorsi anche a telecamere spente quello che torna più spesso è il valore della cooperazione, che fa da collante a tante esperienze. Anche Roberto, che dal grossetano ha portato una casetta delle api, e nelle scuole parla ai bambini di del prezioso insetto, accomuna le api alla cooperazione: «Ne sono il simbolo. Vero è che esiste l’ape regina, ma la sopravvivenza della specie deriva dalla spinta che viene dal basso, esattamente come con Coop, dove in prima linea ci siamo noi, i soci» riflette.
La pensa così anche Antonio, che a 80 anni è il più anziano dei testimonial di “Facce da Coop”, ma ancora gira in bicicletta nella sua Liguria. Appassionato di politica e sociale, regala una piccola lezione a tutti i presenti sul “senso del noi”, che è bene prevalga rispetto all'io, mentre racconta come questo spirito abbia attraversato tutta la sua vita. Ed è ancora lui, il giorno dopo l'intervista a mandare un caloroso messaggio di ringraziamento agli organizzatori per “la bellissima giornata” che è stata anche “l'occasione per conoscere belle persone”. Come dargli torto?
Facce da Coop
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