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Coop sostiene la raccolta firme per la proposta di legge “Diritto a stare bene”, che chiede l'istituzione di un servizio psicologico pubblico e la presenza fissa di psicologi a scuola, nelle associazioni sportive e in altri luoghi quotidiani. I promotori e i soci Coop spiegano il legame con “Dire Fare Amare”, la campagna per l’educazione alle relazioni, e perché è importante promuovere il benessere psicologico, per tutti.
L’obiettivo è ambizioso ma di fatto già raggiunto: servono 50.000 firme entro il 10 dicembre per poter consegnare in Parlamento la proposta di legge popolare che chiede di tutelare la salute psicologica di tutti noi, attraverso l'istituzione di un servizio psicologico pubblico diffuso su una rete capillare. Con l’avvio della collaborazione tra Comitato Promotore e Coop l’obiettivo primario è stato colto, ma soci e socie Coop sono ancora in prima linea: a decine hanno seguito il corso di formazione per presidiare con i volontari del comitato promotore i corner per la raccolta firme, e sono attivi in date diverse, in 40 punti vendita Coop o in altri luoghi strategici. Perché 50.000 firme sono sufficienti, ma aggiungerne altre è importante per dare ancora più forza all’iniziativa “Diritto a stare bene”, che riguarda tutti.
“La salute psicologica non può essere trattata come un’emergenza, se c’è un disturbo va intercettato, diagnosticato, curato, proprio come si fa come le altre malattie», dice sicura Ester, socia di Coop Reno, che il 26 ottobre sarà a Medicina, in provincia di Bologna, a presidiare con altri soci un punto di raccolta durante la fiera del volontariato. La proposta di legge è molto articolata, ma chiede in sostanza figure di riferimento come lo psicologo di base, e presidi fissi nei luoghi come le scuole, le associazioni sportive, i luoghi di lavoro e i centri anziani, affinché lo psicologo diventi una figura sempre disponibile (qui i dettagli https://dirittoastarebene.it/).
A legare “Diritto a stare bene” a Coop, un’unione di intenti che ha spinto le cooperative a sostenere la “causa” e a mettere in moto la macchina organizzativa, che ha a che fare soprattutto con le nuove generazioni e la campagna “Dire Fare Amare” di Coop.
Avviata a inizio 2025, l'iniziativa è nata infatti nel perimetro del progetto Close The Gap contro le disuguaglianze di genere, e chiede l’obbligatorietà dell’educazione affettiva nelle scuole per prevenire la violenza di genere, ma puntando i riflettori anche su bullismo e disagio giovanile. D'altra parte, poche cose possono essere efficaci come uno psicologo che fisicamente entri nelle classi, nei luoghi di lavoro, nelle associazioni sportive, per essere presente e educare alle relazioni sane.
«Dalla survey condotta da Coop e Nomisma “La scuola degli affetti. Indagine sull’educazione alle relazioni”, è emerso che il 71% degli intervistati, genitori e non, vuole l’educazione alle relazioni obbligatoria dalle elementari. E la vuole, in particolare, impartita e supportata da psicologi e psicologhe, in alleanza con le altre figure del sistema scolastico», spiega Elisabetta Camussi, docente di Psicologia sociale all’Università Bicocca di Milano, componente del comitato scientifico che ha redatto la proposta di legge, nonché di quello di “Dire Fare Amare”.
«È su questo terreno che le due iniziative si incontrano. La legge nasce con un focus molto forte sulla prevenzione, propone la costruzione di una rete di servizi pubblici di psicologia, diffusi e accessibili, chiede che la psicologia possa essere strumento di supporto e accompagnamento nei contesti in cui le persone vivono la loro vita quotidiana. Non parliamo di uno sportello a cui dover bussare quando il problema già è manifesto, ma di un sistema in grado di lavorare con le persone prima che il disagio esploda, che si tratti di violenza di genere, bullismo o isolamento. Affinché il ragazzo che sta male, o che è ossessionato dalla fidanzata che lo ha lasciato, sappia che può parlarne con qualcuno, e lei capisca che non può “salvarlo” da sola».
Nasce così “Una firma che vale una vita”, la nuova campagna Coop a sostegno della raccolta firme per la legge, dove a mettere la faccia, stavolta, sono anche gli stessi soci delle cooperative.
La campagna è partita l'8 ottobre al Coop.fi di Ponte a Greve, a Firenze, dove sono stati allestiti i primi presidi con i volontari del Comitato promotore e i soci Coop. Erano presenti, tra gli altri, anche due testimonial d’eccezione: l’attore Edoardo Scarpetta e l’autrice femminista Teresa Cinque, tra i firmatari della proposta.
Scarpetta ha girato lo scorso anno “VAS – Il film”, film sul fenomeno dei ragazzi hikikomori, e ha raccontato quanto interpretare un ragazzo che vive in completo isolamento lo abbia avvicinato al tema del disagio giovanile: «Io vado dallo psicologo e sono fiero e felice di avere la possibilità, anche economica, di avere qualcuno con cui parlare anche di ciò che non va. Credo che offrire questa possibilità in luoghi come la scuola sia necessario e fondamentale», sono le parole di Scarpetta.
Anche Teresa Cinque ha sottolineato la necessità di un cambio di paradigma, dove occuparsi della salute psicologica diventa una necessità per tutti. «Mi sono chiesta cosa accadrebbe se non ci fosse il medico di base: trascureremmo tanti piccoli problemi, prenderemmo antidolorifici, tamponeremmo i sintomi facendo degenerare le malattie, è stata la risposta. Poi, subito dopo, ho provato a domandarmi cosa succederebbe se non ci fosse lo psicologo gratuito», ha detto ironicamente: «Trascureremmo le nostre problematiche, le difficoltà, i traumi, cercheremmo un rimedio al malessere con farmaci, droghe o dipendenze, relazioni tossiche, avremmo difficoltà nei rapporti, nella gestione della rabbia, saremmo preda di attacchi di panico, saremmo disorientati e infelici, faremmo sempre gli stessi errori», ha concluso, descrivendo esattamente cosa accade oggi a tantissimi.
A Firenze, i clienti del supermercato hanno continuato a fermarsi per tutta la mattinata, a prendere materiale, informarsi e firmare.«È un tema molto più sentito di quanto si pensi», ha detto Cristiana, che era lì in veste di volontaria, ma è anche socia di Unicoop Firenze.«Sono un’educatrice, lavoro in una cooperativa che collabora con Coop da 20 anni e che organizza percorsi di educazione alla cittadinanza consapevole nelle scuole. Vedo ogni giorno bambini e mi rendo conto di come siano più fragili, anche a quell’età, di quanto il malessere sia diffuso, e di come ci sia bisogno di curare questo disagio e di educare alle relazioni».
Cristiana ha partecipato a questa campagna dopo aver letto proprio sull’Informatore, la rivista di Unicoop Firenze, l’intervista a Gino Cecchettin, il padre di Giulia e presidente della Fondazione che porta il suo nome, con cui Coop ha siglato un protocollo d’intesa per promuovere l’educazione agli affetti.«Mi ha colpita moltissimo, perché, pur essendo un padre a cui è stata uccisa la figlia, non porta rabbia, ma ha mostrato attenzione nei confronti dell’omicida. Nell’intervista spiegava che Turetta avrebbe dovuto avere un supporto psicologico, che è mancato».
Cristiana ha poi conosciuto l’associazione Pubblica, che si è costituita per avviare la raccolta firme, e ha seguito il corso online per conoscere l’impianto della legge e per informare correttamente le persone.«Al corso di formazione eravamo quasi tutte donne. Credo sia il segnale che, su questo tema, gli uomini non sono ancora pronti: c’è tanto lavoro da fare».
Quando sentiamo Ester, socia di Coop Reno, sta preparando i materiali per il punto di raccolta del week-end del 26 ottobre a Medicina, in provincia di Bologna. Durante il corso di formazione ha avuto modo di studiare la proposta di legge e ha ben chiare le ragioni per cui Coop sostiene la campagna.
«Il nostro compito non è solo convincere i passanti a firmare, ma spiegare di cosa parla la legge, cosa si propone di fare e perché è così importante. Sono certa che molti si avvicineranno, perché finalmente il disagio psicologico inizia a essere qualcosa di cui si parla, così come l’educazione affettiva. Se pensiamo solo ai ragazzi, il bullismo, la violenza di genere, la difficoltà a instaurare relazioni sane ci sono sempre stati, ma noi, in un certo senso, eravamo rassegnati a subirli. Oggi, per fortuna, e anche grazie a campagne come quelle di Coop, questi fenomeni vengono riconosciuti e non più taciuti, senza che il disagio venga stigmatizzato. E i giovani sono molto più aperti degli adulti, ben venga quindi qualunque iniziativa che fa capire a tutti perché benessere psicologico e educazione alle relazioni sono prioritari, e non vanno trattati come un'emergenza».
Il calendario è ancora ricco di eventi, i soci come gli altri volontari sono pronti a darsi da fare, perché la “causa” è di quelle importanti, come riassume bene anche Eleonora, responsabile regionale del Comitato promotore in Toscana:«La legge è accurata, scritta da persone competenti, e in più ha un supporto trasversale, come dimostra il sostegno di Coop. Anche io, come tanti, ho provato sulla mia pelle quanto sia importante avere un supporto psicologico, e da ricercatrice ho potuto vedere direttamente l'impatto che lo stress può avere sulle persone. Non lasciamola cadere nel vuoto».
Una volta raggiunto il quorum entro i termini, la proposta potrà essere consegnata al presidente di una delle due Camere, ma, come ha ben spiegato Francesco Maesano, del Coordinamento nazionale di Diritto a stare bene, bisognerà fare in modo che non si “perda” durante l'iter legislativo. L'attenzione va tenuta alta, con la collaborazione di tutti. Coop c'è, soci e socie anche, in prima linea.
Vuoi firmare digitalmente la proposta di legge? Puoi farlo qui al link https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/3900020 .
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