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Il 6 luglio torna il “Dona la spesa” per canili e gattili, che coinvolgerà diverse cooperative di consumatori in tutta Italia. Ma sono tante e diverse le iniziative del mondo Coop a favore dei quattro zampe e non solo. Protagonisti soci, volontari e clienti.
L’amore per gli animali può avere tante facce, storie, forme. Può chiamarsi Pepa, per esempio, il nome dato alla piccola bertuccia che viveva in una villa siciliana, mangiava lasagne e coca cola, indossava abiti, portava pannolini e quasi non si muoveva mai, e che oggi è tornata a vivere serena. O avere il volto di un bel cagnone di strada che resta per anni al fianco del suo padrone senza casa, e quando lui decide di tornare in patria viene adottato da uno dei volontari che si prendeva cura di loro. O, ancora, può avere le sembianze di un orecchino con un codice identificativo agganciato all’orecchio di una tartaruga marina trovata moribonda, curata e rimessa in libertà.
Storie di piccoli miracoli e rinascite, resi possibili dalla fatica e dalla passione di volontari, operatori, associazioni che cercano di rimediare ai danni dell’uomo. Ma anche da altro: il sostegno di una “macchina” che mette in piedi raccolte fondi, persone che danno un contributo, imprese che organizzano donazioni, attività e campagne. È quello che le Coop, in modo diverso, fanno in tutta Italia, per gli animali e i loro amici. Ecco alcune di queste esperienze, a partire dalla raccolta “Dona la spesa” che tornerà dal 6 luglio in tanti punti vendita Coop, da Nord a Sud.
Da qualche anno le collette alimentari non guardano solo alle persone. In diverse regioni italiane Coop ha lanciato un’edizione tutta speciale di “Dona la spesa”, la tradizionale raccolta di beni destinata a chi è in stato di bisogno, questa volta declinata sugli animali. Anziché i beni “umani”, nei punti vendita delle diverse cooperative i clienti possono acquistare cibo, lettiere, antiparassitari e accessori per i canili e gattili del territorio. Per spiegare l’iniziativa, i soci Coop e i volontari delle associazioni allestiscono corner in cui consegnano materiali, raccontano come i beni donati vengono utilizzati.
Sono numerosissime le raccolte di cibo organizzate a livello locale da Cooperative e sezioni soci. Nell'ipermercato Coop di Terni, più precisamente nel pet store “Amici di casa”, Coop Centro Italia ha un punto di raccolta di prodotti per gli animali che i clienti possono donare in maniera spontanea, tutto l'anno, e organizza donazioni annuali per il canile rifugio di Monte Argento, che accoglie una sessantina di ospiti abbandonati. In attesa dell’edizione 2024, si spera di replicare il successo dell’anno scorso, quando in tre giorni fu messa insieme una tonnellata di beni tra crocchette, cibo umido, materiale veterinario e collari antiparassitari. Ma le iniziative vanno ben oltre le mura dei supermercati, per portare fisicamente le persone nei canili.
Quest’anno la sezione soci Francigena di Coop Centro Italia ha donato al canile comprensoriale di Assisi 5 alberi ad ampia chioma, per regalare più ombra ai cani ospiti, e dal 2023 organizza con la Lega nazionale per la difesa del cane di Foligno le passeggiate a sei zampe nelle campagne circostanti il canile. Un circuito ad anello di 3 chilometri, che permette di ammirare le colline ma soprattutto dà la possibilità agli animali di fare una lunga sgambata. I quattrozampe vengono scelti tra quelli compatibili e più “socializzati” e gli operatori presidiano alla passeggiata. Per partecipare è sufficiente versare una quota minima di 5 euro da devolvere al rifugio.
L'edizione 2023, la più ricca, ha raccolto 850 euro in un giorno.
«Quest'anno sono stati una quarantina gli animali coinvolti - spiega Mirko Mela, presidente della Lega del cane di Foligno -. La passeggiata si svolge una volta all'anno, ma al di là del contributo è importante per sensibilizzare le persone, avvicinarle a questo mondo. C'è chi poi, dopo la prima volta, si iscrive ad altre iniziative simili, chi torna in canile per portare a spasso gli animali, perché siamo aperti alle passeggiate tutti i giorni tutto l'anno. E qualcuno finisce per adottare. Molti cani, quando arrivano qui, hanno perso la fiducia nell'essere umano, ci vuole tempo perché siano pronti a socializzare, ma attività come queste sono importantissime».
Anche per gli animali selvaggi è facile perdere la fiducia negli umani. In Toscana Coop Amiatina ha costruito negli anni una lunga collaborazione con il Centro di recupero Animanatura Wild Sanctuary di Semproniano, nel Grossetano. Quella del Santuario è una vera e propria “storia d’amore” tra uomo e natura: nato per volontà di Marco Aloisi, medico veterinario che da sempre ha accolto nei suoi terreni animali selvatici in difficoltà o vittime di incidenti, dagli anni 2000 ospita animali selvatici ed esotici sopravvissuti a maltrattamenti di ogni tipo.
Dal 2014 si sono aggiunti gli ospiti gestiti dalla Lav, la Lega antivivisezione, a cui vengono affidati dalle forze dell'ordine esemplari detenuti illegalmente, sequestrati da circhi o recuperati dalla sperimentazione animale. È qui che è stata riabilitata e vive la piccola bertuccia Pepa, dopo che la villa in cui viveva è finita sotto sequestro. Coop Amiatina collabora con il centro veterinario almeno dal 2010 e, unendo le proprie forze a quelle delle altre cooperative del sistema Coop, ha finanziato diversi lavori strutturali, organizza visite guidate per i soci, e dal 2022 il centro è anche nel catalogo della raccolta punti dei soci Coop, che possono convertirli in contributi in denaro da destinare alla struttura.
Inoltre, a seguito di una liberazione di una ventina di macachi da un laboratorio universitario di Modena, dal 2016 Coop Italia dona regolarmente cibo a questa realtà - soprattutto frutta e verdura - appoggiandosi al punto vendita Coop di Arcidosso. Di tutto questo c’è un grande bisogno, perché l'alimentazione fa parte del percorso di riabilitazione degli ospiti, che è lungo e complesso.
«Purtroppo, molti animali selvatici arrivano qui dopo avere vissuto segregati, sono stati malnutriti o denutriti, e hanno difficoltà di socializzazione. La piccola Pepa, ma non è la sola, è stata sempre isolata e non ha avuto la possibilità di crescere né a livello psichico né sociale. Noi lavoriamo per far loro recuperare salute e competenze, anche se i più non saranno mai in grado di tornare nel loro ambiente», spiega Roberta Berardi, operatrice del centro. Pepa, che mai aveva incontrato un suo simile, oggi vive in uno spazio con Lucy, un’altra bertuccia, che le sta insegnando a “stare al mondo”. E per lei non poteva esserci lieto fine migliore.
Ci sono i cani che vivono in canile e altri che un proprietario lo hanno, ma non hanno una casa. Di loro si prendono cura a Milano i City Angels, l'associazione di volontariato che dal 1994 aiuta i senzatetto assistendoli in strada. Assieme alle persone gli “angeli” curano e coccolano i cani che li accompagnano, tanto che nel 2009 hanno aperto a Milano il primo centro accoglienza per persone senza casa con animali. «Ci occupiamo anche di loro, di tutte le loro necessità, controlliamo che stiano bene, che i proprietari siano in grado di accudirli. E a volte questi animali ci restano nel cuore», dice Mario Furlan, fondatore di City Angels: «Succede spesso che i volontari adottino questi animali. È accaduto, per esempio, a un pastore tedesco che apparteneva a un uomo polacco: quando lui è tornato a casa, nel suo paese, è stato accolto da uno dei nostri ragazzi».
Cibo e altri beni per persone e quattrozampe viene fornito regolarmente da Coop Lombardia da ormai tantissimo tempo. Dal 2014 è nato infatti “Alimenta l'amore”, la colletta alimentare permanente partita nei supermercati prima di Milano, poi della Lombardia, che in dieci anni ha permesso di donare oltre 4.500.000 pasti per quattro zampe. Dal sostegno agli animali ha preso vita anche la collaborazione con la fotografa e giornalista Silvia Amodio, che con il suo progetto fotografico “Human dog” indaga attraverso l'obiettivo il rapporto tra umani e loro animali domestici. Ogni anno si invitano le “coppie” di amici a partecipare a un set fotografico al Castello sforzesco, per farsi immortalare. Gli scatti diventano mostra e poi catalogo, il cui ricavato viene devoluto al Parco Canile Rifugio di Milano. Le foto di questa pagina, di Tommaso Macchi, riportano i momenti precedenti alla sessione fotografica dello scorso giugno.
Non è facile la vita delle tartarughe nell'Adriatico. Chi finisce intrappolata nelle reti di pesca a strascico rischia di morire annegata, o per qualche complicazione. A Molfetta, nel Centro recupero tartarughe marine, si cerca di salvare quelle che scampano alla morte, curarle e rimetterle in libertà. «Le tartarughe hanno i polmoni come noi umani: ogni 2, 3 o 4 ore risalgono in superficie a respirare, ma se restano imbrigliate nelle reti per tanto tempo, questo mette in serio pericolo la loro salute. Se non muoiono per mancanza di ossigeno, possono perire per embolia gassosa, piccole bolle di gas si formano nei polmoni e quando le reti vengono tirate su velocemente, da 50-60 metri di profondità, si ingrandiscono provocandone la morte», spiega Pasquale Salvemini, coordinatore del Centro.
Qui arrivano le tartarughe trovate dai pescatori, per essere assistite finché non saranno pronte a tornare libere. Da quel momento vengono poi monitorate tramite l’applicazione di targhette metalliche sulle pinne anteriori, e di un orecchino con un codice. «In questo modo è più facile seguirne la rotta e il comportamento. Qualche giorno fa è stata avvistata a Jesolo una “nostra” tartaruga che nel 2018 era lunga 33 centimetri e oggi ne misura 55. Un’altra è stata ritrovata a Tel Aviv!».
Il momento più emozionante resta però quello in cui gli esemplari vengono lasciati liberi nel loro habitat, il mare, e ricominciano a nuotare. L'ultima volta è successo a metà giugno, con tre tartarughe della specie Caretta Caretta, rimesse in sesto anche grazie al sostegno di Coop Alleanza 3.0 e dei suoi soci. Merito del progetto “Più vicini”, che coinvolge appunto soci e consumatori dei punti vendita, invitandoli a votare i progetti sociali più meritevoli della zona. Il Centro si è classificato tra i primi tre, aggiudicandosi un sostegno in denaro, subito destinato alle tre ospiti. Che ora sono di nuovo libere. «Ogni volta che succede si prova una sensazione enorme, a cui non ci si abitua mai, - commenta Salvemini - È come vedere qualcuno tornare a casa».
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