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Il 2 e il 3 dicembre si sono tenuti gli incontri di cucina gratuiti, per celebrare i piatti delle tradizioni regionali natalizie in 5 città. Così soci e clienti hanno cucinato fianco a fianco con le celebri cuoche casalinghe, nelle loro case e alla Coop, riscoprendo i sapori degli affetti.
C'è chi ha imparato a impastare, chi a scegliere gli ingredienti giusti, chi ha scoperto una tradizione antica, chi semplicemente ha apprezzato un piatto regionale e si è goduto un appuntamento ai fornelli tra chiacchiere e risate in compagnia. D’altra parte, era questo lo spirito del weekend organizzato da Coop a Trento, Grosseto, Milano, Savona e Firenze il 2 e il 3 dicembre: partecipare, gratuitamente, a una “lezione” con una Cesarina, per condividere con lei saperi, sapori e segreti culinari, e celebrare le tradizioni a tavola dell’Italia più autentica.
Per chi non le conosce, le Cesarine sono le “ambasciatrici” della cucina casalinga made in Italy. Dal 2004 aprono le porte delle loro case per accogliere ogni anno migliaia di viaggiatori da tutto il mondo, e condividono con loro cibo, ricette, ed esperienze, da Venezia a Palermo. È apprezzando questo spirito, che Coop le ha coinvolte e organizzato con loro gli appuntamenti dicembrini di Coop Cooking, filone di esperienze gastronomiche per soci e clienti centrate sui nuovi prodotti Coop.
Questa volta l'idea di base è stata quella di partire da una pietanza natalizia regionale, una per ogni Cesarina, prepararla insieme e poi provarla con i partecipanti, divisi in gruppi di 15 o 30 persone al massimo per ogni appuntamento. Un “dono” gustoso e conviviale, di cui i partecipanti hanno potuto fare tesoro, per replicarlo magari durante le feste. Ecco il racconto di alcune di queste esperienze, dalla voce di chi c'era
Nella grande cucina di casa di Costanza, a Trento, sono stati quasi in 30, divisi in due giornate, a preparare i Casunzei con barbabietole rosse e rapa bianca. «È stato impegnativo, sì, ma divisi così, in due gruppi, ho potuto conoscerli bene, a uno a uno», racconta questa Cesarina che in realtà è di Bologna, ma in quattro anni a Trento ha imparato a perfezione le ricette del posto.
«Qualche prelibatezza emiliana la metto sempre in tavola per i miei ospiti – confessa - ma stavolta la ricetta del giorno è stata un piatto tipico di Cortina, che spesso viene cucinato anche al confine con il Trentino, ed è legato al giorno di Natale». Gli ospiti sono finiti così con le mani in pasta, e la sfida, manco a dirlo, è stata imparare a tirare la sfoglia a mano, sul grande tavolo allestito apposta, guidati dalla sapiente Costanza. «C'era la macchina a disposizione, ma hanno tutti chiesto il mattarello, volevano imparare a fare la sfoglia tonda e sottile», racconta con un pizzico di soddisfazione. Gli incontri sarebbero dovuti durare 2 ore e mezza, ma le ore sono diventate più di 3. «Mi piace fare le cose con calma, e si capiva che nessuno aveva fretta di tornare a casa, ci siamo goduti le chiacchiere. D’altra parte, il bello di essere cesarine è proprio questo. Dopo avere fatto la pasta ci siamo seduti, abbiamo cotto i casunziei e scaldato le bruschette, la seconda ricetta del programma. C'erano giovani e meno giovani, chi era venuto in compagnia e chi solo, ma tutti desiderosi di imparare. E alla fine ho mostrato anche come si tagliano le tagliatelle».
«Abbiamo preparato calamari con i carciofi. Qui in Liguria li chiamiamo articiocchi, oppure con nomi simili, a seconda della provincia: la nostra terra ne è generosissima». La Cesarina Barbara è innamorata della sua Liguria, si capisce subito. A Savona, nel punto ristoro dell'Ipercoop il Gabbiano è stata protagonista di una lezione di cucina, nonostante un piede rotto per una frattura. Quando si tratta di parlare di cibo e tradizioni non c’è malanno che tenga, e nonostante il piede malandato, è andata benissimo:
«All'inizio qualcuno era scettico alla vista dei calamari con i carciofi, figurarsi quando ho aggiunto i funghi porcini. Ma all'assaggio sono rimasti entusiasti». Barbara è stata cresciuta da sua nonna, sarda trapiantata in Liguria che le ha trasmesso la passione per la tavola e le ricette antiche: per lei quella di Cesarina per lei è più che altro una missione. «La cucina è anche mantenere vive le tradizioni e gli affetti, quando cucino mi sembra di avere mia nonna accanto a me. E quando partecipo a eventi come questi, oppure ho ospiti a casa, mi piace leggere le sensazioni che provano all’assaggio, e poi dare consigli su come scegliere gli ingredienti giusti, come usarli al meglio, come dosarli. Sabato è stata una bella esperienza di confronto. I partecipanti avevano palati allenati, ma ci siamo divertiti soprattutto a parlare delle accortezze che un buon cuoco deve saper usare in cucina. Ho anche raccontato loro la storia di questo bellissimo piatto, che si cucinava la Vigilia di Natale, quando si doveva mangiare poco e poi fare tutto di corsa per andare alla messa di mezzanotte. E si usava ciò che c'era: il carciofo, appunto, i funghi secchi che aiutavano le famiglie anche nei momenti di magra, e il pesce, che in Liguria non manca».
Ad aspettare Manuela e gli altri soci a Cascina Cotica, in zona Lampugnano a Milano c'era Annamaria, Cesarina milanese doc, che ha proposto una versione rivisitata del tipico dolce milanese, un mix tra panettone e tiramisù. Anche il solo nominarlo fa venire un certo languorino, e Manuela conferma: era buonissimo: «Lo abbiamo preparato insieme ad Annamaria attorno a un grande tavolo, in coppe singole, lo abbiamo fatto riposare e poi mangiato. Chi ha voluto ha potuto portarne anche qualche coppetta con sé per i parenti». Socia Coop da diversi anni, Manuela si dichiara subito una “non esperta di cucina”: «Ma sono una buona forchetta, quando ho letto sul sito Coop di questo evento a due passi da casa mia, mi sono iscritta e ho coinvolto un'amica. Non avevo mai partecipato a uno show cooking, mi piaceva l'idea di imparare qualcosa di nuovo».
Così è stato: «Annamaria era con noi attorno a questo grande tavolo e ci spiegava passo dopo passo cosa fare. C'è chi ha separato le uova, chi le ha montate, chi si è occupato della farcitura. La nostra Cesarina intanto snocciolava i segreti per ottenere un buon risultato. Il tempo è volato, e dopo avere messo in frigo le ciotole a riposare abbiamo brindato con un bicchiere e un panettone, quello tradizionale della linea Fiorfiore Coop. Ma il panettamisù, me lo sono ripromessa, lo preparo a Natale».
«Avevamo i grembiuli allacciati, le spianatoie davanti a noi e i mattarelli, le montagne di farina e le mani impiastricciate... È stato divertentissimo preparare la pasta con le Cesarine!». Roberta ha un entusiasmo contagioso, non si fa fatica a crederle quando racconta quanto le sia piaciuto partecipato alla masterclass di Grosseto, nell'ipermercato Aurelia antica, dove le Cesarine Silvia e Ilaria hanno aiutato lei e gli altri partecipanti a preparare i tortelli maremmani.
La ricetta è venuta alla perfezione, ma di tutto lei ricorda soprattutto l'allegria, e il piacere di trascorrere del tempo in buona compagnia. «Ho passato una domenica diversa, ho incontrato persone simpatiche e in poche ore ho imparato tanto. Mia madre lavorava, non aveva tempo di insegnarmi nulla in cucina, e anche io come molte donne della mia generazione devo dividermi tra lavoro e altri impegni. Nel tempo libero poi mi piace andare in giro con motocicletta, occasioni per mettermi alla prova ai fornelli ne ho poche. Però è così bello poter imparare qualcosa della propria tradizione culinaria.
È stato più facile di quanto pensassi». Anche l’assaggio è andato alla grande. «Abbiamo provato i nostri tortelli in due versioni, al burro e salvia e con un sugo di cinghiale Fiorfiore Coop. I clienti dell'ipermercato erano talmente incuriositi che abbiamo fatto assaggiare la pasta anche a loro. E per chiudere, ci siamo seduti e siamo rimasti a parlare tra noi per un bel po’. Non volevamo andare più via…».
Il menù di Natale con Cesarine & Coop
Un viaggio tra 4 regioni italiane per portare in tavola ricette e piatti tradizionali.
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