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Nelle cooperative di consumatori i sistemi basati sull’intelligenza artificiale migliorano qualità dei prodotti, efficienza nelle forniture e sostenibilità. Mentre nei prodotti a marchio la tecnologia mette al centro la salute del suolo, delle piante e delle persone.
Chi le conosce bene lo sa: le pesche gialle sono un prodotto “difficile”. Produttori e venditori sono consapevoli che per offrire la massima qualità andrebbero raccolte e portate in tavola nel minor tempo possibile, limitando i tempi di sosta in celle e magazzini. Ma quando porti sul mercato centinaia di tonnellate di prodotto a stagione è difficile, se non impossibile fare previsioni al grammo. O, perlomeno, questo succedeva ieri. Dove l’uomo non è arrivato, ci è riuscita infatti l’intelligenza artificiale. Nei negozi di Coop Alleanza 3.0 per esempio è stato sperimentato un progetto grazie al quale la frutta entra nei supermercati quasi appena raccolta, matura e dolce al punto giusto. E il test ha funzionato così bene che è stata estesa all’intero comparto dell’ortofrutta, in alcune regioni del Nord-Ovest. Una sorta di miracolo della tecnologia, che dimostra, assieme ad altre esperienze analoghe nel mondo Coop, che l’innovazione e l’intelligenza artificiale, prima che nemiche, possono essere alleate preziose su più fronti.
IL PROGETTO "PESCA MATURA" DI COOP ALLEANZA 3.0
Come la potenza dell’intelligenza artificiale possa migliorare l’efficienza delle catene di fornitura lo spiega Pietro Terlingo, responsabile settore Ortofrutta di Coop Alleanza 3.0: «Siamo partiti 3 anni fa – racconta -. Il nostro progetto, battezzato “pesca matura” aveva lo scopo di valorizzare le prestazioni delle pesche gialle, un prodotto abbastanza complesso dal punto di vista della costanza qualitativa. Avevamo intuito che per portare frutti dolci e maturi al punto giusto nei nostri supermercati era indispensabile inviare al nostro fornitore quante più informazioni possibili sui fabbisogni settimanali, perché li cogliesse al momento, e che in questo ragionamento poteva venirci in aiuto l’intelligenza artificiale». Di qui l’idea: procurare al produttore previsioni di vendita precise e quotidiane, settimana dopo settimana, in modo che lui potesse programmare e organizzare la raccolta in tempo reale rispetto alle necessità, cogliendo appunto solo le pesche mature al punto giusto, senza farle stazionare nelle celle di deposito.
DALLA LOGISTICA ALLA SOSTENIBILITÀ, TUTTI I VANTAGGI DELLA PIANIFICAZIONE INTELLIGENTE
Sulle pesche l’idea ha funzionato alla perfezione, così in Coop Alleanza 3.0 si è pensato di estendere la metodologia coinvolgendo grandi fornitori di Friuli, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, e applicandola a diversi prodotti ortofrutticoli, dalla zucchina all’insalata, dai cocomeri alle mele. «Chiediamo ai produttori esattamente ciò che occorre settimanalmente, cosicché arriva sui banchi solo quello che sarà venduto in tempi brevi», aggiunge il manager. E la reazione dei fornitori è stata entusiasta. «Il progetto “pesca matura” aveva un obiettivo qualitativo, ma i benefici di questo sistema vanno ben oltre. L’azienda agricola riesce a programmare le raccolte, le scelte varietali, ci guadagna a livello organizzativo ed economico, perché sa esattamente quanto produrre. C’è poi un tema di sostenibilità e prossimità: se in passato, quando gli ordini venivano fatti sulla base di stime molto meno precise, si arrivava a vendere il 20-30% del prodotto locale, con le nuove logiche è possibile privilegiare ciò che viene coltivato a minor distanza rispetto alla regione in cui andrà smerciato, dando valore ai prodotti del territorio».
Anche Coop Italia ha adottato una soluzione smart per organizzare in maniera ottimale gli ordini dei prodotti a marchio. Sviluppata con l’azienda Relex, si basa sulla pianificazione della domanda, che viene predisposta sulla base delle informazioni fornite dai sistemi di AI. L’obiettivo è quello di modernizzare i processi lungo la catena di fornitura, evitando colli di bottiglia e migliorando la gestione delle scorte, così da portare nei negozi alimenti sempre freschi, aumentarne la disponibilità quando richiesto e ridurre gli sprechi. Per riuscirci, anche in questo caso il sistema analizza ed elabora quotidianamente migliaia di dati relativi a ordini, flussi di merce, promozioni, stagionalità, restituendo una previsione accurata dei fabbisogni lungo tutta la catena di fornitura. Il progetto ha coinvolto le cinque grandi Coop italiane.
Le potenziali applicazioni dell’Intelligenza artificiale sono quasi infinite e spaziano in tutti i settori, dalla produzione alla logistica, dalla distribuzione alla sostenibilità. Unicoop Firenze, per esempio, le ha utilizzate per mettere a punto un sistema di raccolta differenziata nei centri commerciali. Lo scorso novembre, dalla collaborazione con la start up toscana Ganiga Innovations, è nato così Otto, il cestino intelligente che riconosce e smista i rifiuti nel momento stesso in cui gli utenti li gettano, con una precisione del 95%.
Otto, un bel bidone bianco esagonale, con un grande octopus disegnato su ogni faccia e una bocca sulla cima, utilizza un sistema brevettato che lo rende capace di riconoscere, analizzare e classificare automaticamente i rifiuti, stimandone peso, volume e impatto ambientale. Ci riesce grazie all’utilizzo di una telecamera interna che scansiona i rifiuti, sensori che ne calcolano il peso e un database di oltre un milione di foto di possibili scarti di ogni tipo: dopo la scansione, il robot associa l’oggetto all’immagine che più si avvicina ad essa, e lo direziona nel relativo contenitore. Migliora col tempo, perché man mano che “lavora”, il computer immagazzina nuove informazioni, e nel frattempo svolge anche una funzione educativa: per ogni conferimento il monitor informa il cliente sul tipo di rifiuto e indica la quantità di CO2 non emessa, un modo per sensibilizzarlo e renderlo più consapevole sull’importanza di certi piccoli gesti. «La sua precisione nel riconoscere e smistare i rifiuti, riducendo drasticamente l'indifferenziato, non è solo un avanzamento tecnologico, ma un passo concreto verso la sostenibilità ambientale e una maggiore consapevolezza nel riciclo», è la sintesi del cofondatore di Ganiga Innovation, Nicolas Lorenzo Zeoli.
Visti i risultati positivi ottenuti nella fase di sperimentazione, Otto sarà collocato nei centri commerciali più grandi, e poi anche oltre, come ha spiegato Nicola Fredducci, responsabile Energia e Ambiente Unicoop Firenze: «Dai test di utilizzo effettuati nei Coop.fi di Cascina e Ponte a Greve sono emersi risultati molto positivi, che aprono la strada a nuove installazioni nelle gallerie dei nostri Coop.fi: questo cestino rappresenta un grande passo in avanti che ci permetterà di innalzare la quota di raccolta differenziata, incentivandola negli spazi comuni, dove in genere è molto difficile garantire un corretto smistamento dei rifiuti». I numeri non mentono: in soli sei mesi si è già ottenuta una riduzione media del 70% dei rifiuti indifferenziati, che, tradotto in termini ambientali, equivale a un taglio di CO₂ pari alla quantità assorbita da 50 alberi in un mese.
L’innovazione tecnologica può mettere al centro la salute del suolo, delle piante e delle persone. Usarla per produrre meglio, sprecare meno risorse, sviluppare un’agricoltura sostenibile è una scelta basata sui valori condivisa anche da chi realizza i prodotti a marchio Coop.
È il caso di Top Melon, tra i principali fornitori di Coop Centro Italia, che produce eccellenze ortofrutticole umbre: “La vera rivoluzione – spiega Carolina Spinetti, giovane esponente della famiglia che ha dato vita all’azienda negli anni ’90 - è stata unire l’esperienza dei fondatori con l’entusiasmo e le competenze tecnologiche dei giovani della famiglia. Abbiamo scelto di puntare tutto sull’innovazione, investendo in sistemi di guida satellitare, rateo variabile e gestione remota via software. Strumenti che ci danno un controllo al centimetro e ci permettono di ottimizzare ogni fase del lavoro”. Grazie a una filiera chiusa e controllata, Top Melon può garantire qualità e sicurezza in ogni singola fase produttiva e di approvvigionamento. E seguire internamente tutto il ciclo di produzione consente di rispettare gli standard rigorosi che Coop richiede ai propri fornitori.
In Romagna, c’è chi invece ha investito su metodi di coltivazione del tutto diversi. È l’azienda Ninfa Rossi, capace di produrre una lattuga “galleggiante” che risparmia fino al 70% d’acqua grazie al floating system, tecnica che consente alle radici delle piante di “galleggiare” in vasche d’acqua riciclata e protetta. In questo modo, le piante crescono in totale assenza di diserbanti e, invece di ricorrere a trattamenti chimici, l’azienda utilizza la "lotta integrata". Grazie a insetti utili, rotazioni colturali e monitoraggio costante dei parassiti, si proteggono le piante e l’ambiente, garantendo qualità e sicurezza alimentare. E sulla coltura idroponica in Vertical Farm ha puntato anche Kilometro Verde per l’insalata Fiorfiore. Con nessun impiego di fitofarmaci, zero consumo di suolo, risparmio energetico e idrico, le piante crescono in verticale in un habitat chiuso e completamente controllato, da un seme non trattato, senza terra ma solo grazie all’acqua. L’insalata risulta gustosa, croccante, dura a lungo e non ha bisogno di essere lavata. Insomma, è proprio intelligente.
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