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Il concept store di Nova Coop nella galleria San Federico della città sabauda ha compiuto dieci anni, vincendo le sfide e riqualificando uno spazio meraviglioso. Il responsabile Sergio Vai ci racconta cosa rende unico questo luogo ormai parte della città: insieme supermercato, caffè, ristorante, bistrot e galleria, capace di legare tradizione, innovazione, eccellenza e storia cooperativa.
Una Coop nel salotto buono di Torino, tra marmi, specchi, cristalli e art déco. Quando nel 2015 Nova Coop ha rilevato e ristrutturato lo spazio di 1.300 metri quadrati per il suo concept store Fiorfood, erano in tanti a essere scettici. L'idea era insolita, la sfida ardua, il marchio Coop irrompeva nella prestigiosa galleria della città sabauda, lì dove erano passate le sedi della Stampa e della Juventus, per creare uno spazio che fosse supermercato, ristorante, bistrot e caffè, e con l'ardire di riqualificare un luogo ormai in disuso. Ci è riuscita.
A dicembre Fiorfood ha compiuto dieci anni festeggiando numeri da capogiro: più di un milione e mezzo di coperti totalizzati, 3 milioni di caffè serviti, 3.700 prodotti in vendita nel suo Fiorshop, per l'80% a marchio Fior Fiore e Viviverde. Coop è parte di quel salotto, uno spazio familiare e amato da torinesi e turisti.
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Sergio Vai è responsabile del concept store e proprio qui ha mosso i primi passi in Nova Coop, dopo un'esperienza di livello internazionale nel settore dell'hotellerie. È tra quelli che più hanno creduto nell’idea della cooperativa, tanto da innamorarsene. «Ricordo bene la sensazione di meraviglia che provai quando visitai per la prima volta la galleria San Federico, che allora era praticamente vuota. Era stata realizzata negli anni ‘30 per diventare la boutique delle grandi marche di Torino, ma per motivi diversi era rimasta orfana dei brand più prestigiosi. Rimasi incantato da quel gioiello, e oggi posso dire a ragion veduta che Nova Coop lo ha lasciato quasi intatto, rispettando al massimo il progetto originale, riproponendo gli stessi materiali, valorizzando gli spazi. La ristrutturazione è stata condotta in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, è stato un lavoro attento e rispettoso, il risultato meraviglioso».
L’incertezza confessa il manager, certo nei primi tempi c’era: «L’idea di Nova Coop era di fare qualcosa che fosse legato a Coop, alla storia cooperativa e che abbinasse la ricerca della qualità e dell’eccellenza ai valori propri del marchio. Un supermercato con i prodotti migliori, ma anche ristorazione di alto livello, con una particolarità: l’utilizzo per il 90% di materie prime a marchio Fior Fiore e ViviVerde, che sono rispettivamente la linea dell’alta gastronomia e del biologico di Coop. Si andavano insomma a scardinare alcune consuetudini. In tanti si chiedevano cosa ci avrebbe fatto un supermercato a due passi da Piazza Castello, e c’era da convincere il pubblico che poteva esistere una ristorazione di altissimo livello anche con i prodotti del supermercato, certo selezionati, ma pur sempre gli stessi prodotti che le persone comuni scelgono ogni giorno. Il nostro era un messaggio chiaro ma dirompente».
I torinesi hanno invece accolto sin da subito la novità con grande entusiasmo, che è rimasto nel tempo. «Non esagero se dico che il Fiorfood è stato un successo sin dal primo giorno, e lo è anche oggi: l'anno scorso siamo cresciuti del 10%. La location è affascinante, carismatica, il bistrot piace moltissimo alla clientela business che lavora in centro e alle persone di passaggio, il ristorante Fiorfood by La Credenza ha ormai un nome. Abbiamo fatto una scelta precisa, sin dall’apertura ci avvaliamo della consulenza degli chef Giovanni Grasso e Igor Macchia, del ristorante stellato La Credenza di San Maurizio Canavese. Il ristorante è guidato dallo chef Alessandro Uccheddu, che ha lavorato in ristoranti stellati e ha girato parecchio, specie in Nord Europa; il Bistrot, più casual e informale, è affidato allo chef Piero Pulli, che ha accumulato una grande esperienza in giro per il mondo, da Montecarlo all’America, e che conosce benissimo anche la cucina tradizionale, sa mixare tradizione e innovazione. Anche il negozio, Fiorshop, ha una sua identità ben definita, e non è frequentato solo da turisti.
Durante la settimana è punto di riferimento anche per i torinesi che abitano in zona, o per chi lavora qui ed esce dal lavoro. Al Fiorfood si fa una spesa piccola, qui non ci sono carrelli, si prendono bontà da portare a casa per cena, prodotti di gastronomia preparati nelle nostre cucine e prodotti Fior Fiore o ViviVerde, che rappresentano più dell’80% dell’offerta».
Tra i risultati che più lo inorgogliscono, spiega Vai, c’è la consacrazione nel 2022 per il ristorante Fiorfood by La Credenza a ristorante ufficiale del Fan Village delle Nitto ATP Finals di tennis che si svolgono a Torino, un altro prestigioso riconoscimento che arriva dalla città. Ma tante sfide aspettano il concept anche nell'immediato futuro.
«Quello che viviamo è un tempo di cambiamenti veloci e repentini, i settori della distribuzione e ristorazione non ne sono immuni, anzi. Dal 2021 tanto è cambiato, si sono modificati i modi di alimentarsi, fare la spesa e mangiare fuori. Anche nei giorni infrasettimanali, nei negozi si cercano sempre più spesso cibo pronto da mangiare e di qualità; pranzi e cene fuori sono più snelli, lasciano più spazio a colazioni abbondanti, aperitivi o momenti pomeridiani in cui si preferisce assaggiare un buon dolce o qualcosa di sfizioso. Cresce la richiesta di prodotti vegetariani e biologici. Per dare il meglio dobbiamo essere attenti alle tendenze, soddisfare le esigenze che man mano emergono. Il nostro impegno è far sì che Fiorfood continui a essere uno spazio di riferimento per la città e per i suoi abitanti».
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